Nel 2024 l’Italia ha raggiunto un tasso di utilizzo di materiali riciclati del 21,6%, quasi il doppio della media Ue. La crescita europea è quasi ferma, mettendo a rischio l’obiettivo di raddoppio del circularity rate entro il 2030: oltre metà degli Stati membri non supera la soglia del 10%
L’economia circolare italiana corre più veloce della media europea. Almeno in termini di utilizzo dei materiali da riciclo, che nel 2024 hanno rappresentato il 21,6% delle risorse complessivamente consumate dall’industria e dalla manifattura dello Stivale. Un tasso di circolarità di quasi dieci punti percentuali più elevato rispetto alla media europea del 12,2%, quello rilevato da Eurostat nell’ultima misurazione periodica del cosiddetto ‘circular materials use rate’. Meglio dell’Italia hanno fatto solo Paesi Bassi (32.7%) e Belgio (22.7%).
Trainata da comparti industriali tradizionalmente circolari come carta e acciaio, nei quali l’utilizzo di materia riciclata è un elemento strutturale del ciclo produttivo necessario a far fronte alla carenza di materie prime sul territorio, nell’arco di dieci anni l’Italia è passata da un tasso del 15,7% nel 2014 al 21,6% dello scorso anno, mentre nello stesso periodo a livello Ue l’incremento è stato di 1,1 punti percentuali e di appena 0,1 punti su base annua. Che di fatto equivalgono a una frenata.
Al ritmo attuale, insomma, l’Ue sembra già destinata a fallire l’obiettivo fissato dal Circular economy action plan di raddoppiare il proprio tasso di circolarità entro il 2030, portandolo dall’11,2% al 22,4%. Un obiettivo che Paesi Bassi e Belgio hanno già superato e che l’Italia è sulla buona strada per traguardare, mentre più della metà degli Stati membri non riesce a toccare la doppia cifra, con Portogallo (3.0%), Finlandia, Irlanda (2.0%) e Romania (1,3%) ai piedi della classifica.
Anche per il nostro paese, tuttavia, non mancano i campanelli d’allarme: nel 2024 il tasso di circolarità è cresciuto della metà rispetto alla media dei due anni precedenti (+0,9% sia nel 2022 che nel 2023). Piuttosto che accelerare, insomma, stiamo rallentando, pagando anche sul piano della circolarità il declino della produttività industriale e manifatturiera nazionale. Tornando al dato europeo e guardando ai diversi tipi di materiali, il tasso di circolarità dell’Ue nel 2024, rileva Eurostat, è stato più elevato per i minerali metallici con il 23,4% (-1,2 rispetto al 2023), seguito dai minerali non metallici con il 14,3% (-0,1%), dalla biomassa con il 9,9% (+0,2%) e dai materiali o vettori di energia fossile (inclusa la plastica) con il 3,8% (+0,4%).


