Con l’approvazione definitiva della legge di bilancio il Parlamento ridefinisce il perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione al sistema di tracciabilità dei rifiuti Rentri. Consorzi, imprenditori agricoli e alcune attività professionali vengono esclusi dall’obbligo di accreditamento e dal pagamento del canone annuo. Via libera anche al nuovo incentivo per l’acciaio green
Con il via libera alla legge di bilancio da parte del Parlamento arriva anche la ridefinizione del perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri. Consorzi individuali e collettivi, imprenditori agricoli e attività professionali come estetisti e tatuatori non dovranno più accreditarsi alla piattaforma nata per digitalizzare le informazioni sulle movimentazioni dei rifiuti. Lo prevede una serie di emendamenti identici presentati dal gruppo delle autonomie e confluiti nel testo finale della manovra, approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti.
La modifica era stata caldeggiata dallo stesso Ministero dell’Ambiente ed era già comparsa, senza successo, in una prima tornata di emendamenti dichiarati inammissibili ‘per materia’ nelle fasi iniziali dell’esame parlamentare. Un iter lungo e complesso che ha però consentito a relatori e governo di rivedere la propria posizione, passando dal no alle prime proposte (tra cui una a firma Forza Italia) al via libera accordato agli emendamenti del gruppo autonomie. Emendamenti che, come quelli inizialmente cassati, mirano a sciogliere uno dei nodi più controversi della disciplina Rentri: il disallineamento tra i soggetti obbligati all’iscrizione al sistema e le deroghe in materia di tracciabilità dei rifiuti previste dalla normativa nazionale.
In base al Testo Unico Ambientale, infatti, soggetti come i consorzi per il riciclo o i centri estetici possono essere esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico e assolvere agli obblighi di tracciabilità con modalità alternative. Per i consorzi possono valere evidenze documentali equivalenti, mentre per le imprese agricole, per le attività professionali non organizzate in forma di impresa – come gli studi dentistici – e per realtà come centri estetici e tatuatori, è sufficiente la conservazione dei formulari o dei documenti di conferimento per almeno tre anni. Una deroga applicabile anche ai produttori di rifiuti pericolosi.
L’esenzione dalla tenuta del registro si traduceva già, di fatto, in un’esenzione dall’invio dei dati al Rentri. Nonostante ciò, la disciplina del nuovo sistema aveva comunque previsto per questi soggetti l’obbligo di iscrizione alla piattaforma e il pagamento del canone annuo, un onere che le associazioni di categoria – come l’Associazione nazionale dentisti italiani – hanno più volte definito un “balzello privo di uno scopo specifico”. Con l’entrata in vigore della legge di bilancio definitivamente approvata, la revisione del perimetro del Rentri diventa ora pienamente efficace, con effetti immediati per le attività coinvolte, per le quali l’obbligo di iscrizione alla piattaforma è scattato lo scorso 15 dicembre. I soggetti esclusi dall’obbligo di iscrizione al Rentri continueranno ad assolvere agli obblighi di tracciabilità dei rifiuti secondo le modalità già previste dalla normativa vigente, inclusa la tenuta, sottoscrizione e conservazione dei formulari in formato cartaceo.
Nel testo finale della manovra trova spazio anche l’emendamento di Fratelli d’Italia che istituisce un fondo triennale da 35 milioni di euro l’anno a sostegno delle imprese che utilizzano rottami ferrosi. L’accesso alla misura è riservato ai soggetti che producono acciaio inossidabile utilizzando prevalentemente rottami inox e materiali di riciclo per una quota superiore al 90 per cento e che realizzano acciai contenenti nichel tra il 6 e il 10,5 per cento, cromo tra il 16 e il 18,5 per cento e molibdeno in misura inferiore al 3 per cento.


