Come anticipato da Ricicla.tv il nuovo modello Mud per il 2026 non stravolge il format dell’anno precedente. Pochi ritocchi per allineare le dichiarazioni alla normativa Rentri. Arriva il nuovo campo dedicato agli eco-compattatori dopo i rilievi della Corte dei Conti
Il nuovo modello Mud 2026 non stravolgerà il format dell’anno precedente. Come anticipato nei giorni scorsi dalla nostra testata, le modifiche apportate al format per le dichiarazioni sui rifiuti prodotti e gestiti nel 2025 – da presentare in via telematica entro il 3 luglio – sono limitate e puntuali. La principale novità riguarda la Scheda RU (Raccolta rifiuti urbani), che nella sezione sulla raccolta differenziata viene aggiornata con l’informazione specifica relativa alla raccolta selettiva effettuata dai Comuni tramite eco-compattatori per il tramite di accordi o convenzioni con sistemi EPR o altri soggetti.
L’inserimento di una voce specifica era stato sollecitato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti, che in un dossier sul ‘Programma mangiaplastica’ finanziato dal Mase aveva rilevato, tra le criticità, proprio la “difficoltà per i comuni di fornire un dato certo” delle quantità intercettate, Le dichiarazioni continueranno a essere effettuate esclusivamente in modalità digitale attraverso i portali Mud Telematico e Mud Comuni gestiti dalle Camere di Commercio.
Le altre modifiche, più formali che sostanziali, allineano il nuovo format alla disciplina del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri. È stata aggiornata la Scheda AUT per allineare le tipologie di autorizzazioni indicate nel Mud a quelle previste nel Rentri. Allo stesso modo l’allegato Istruzioni per la compilazione del Mud riporta l’indicazione che il calcolo previsto per gli operatori debba essere conservato presso l’unità locale, come per il nuovo sistema informatico di tracciabilità. Sempre al Rentri sono sono state inoltre aggiornate le diciture relative allo stato fisico presenti nella Scheda RIF e nella Comunicazione semplificata. Ultima modifica, la sostituzione del termine “aggregati riciclati” con “aggregati recuperati”, in linea con il decreto end of waste sui rifiuti da costruzione e demolizione.