Pnrr, biometano: il governo vuole prolungare la deadline degli interventi fino al 2028

di Redazione Ricicla.tv 16/01/2026

Gli impianti a biometano finanziati dal Pnrr potranno essere realizzati entro i primi sei mesi del 2028, superando la scadenza originaria del giugno 2026. Lo prevede la bozza di decreto legge all’esame di Palazzo Chigi. Le linee di investimento su metano verde, agrivoltaico e comunità energetiche diventano programmi di sovvenzione affidati al Gse, che subentrerà al Ministero dell’Ambiente nella gestione delle risorse


Gli interventi finanziati dal Pnrr per la realizzazione di impianti a biometano potranno essere portati a termine, a seconda dei casi, entro i primi sei mesi del 2028. Lo prevede la bozza di decreto legge in cantiere a Palazzo Chigi per imprimere lo sprint finale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e rendere operative le modifiche concordate con l’Ue nell’ultima rimodulazione. Inclusa la revisione delle linee d’investimento su biometano, agrivoltaico e comunità energetiche rinnovabili, che verranno trasformate in “programmi di sovvenzione” da affidare al Gse.

Entro giugno 2026 il Gestore dovrà subentrare al Ministero dell’Ambiente nella titolarità delle risorse e sottoscrivere gli atti d’obbligo con i soggetti beneficiari dei contributi. A partire dalla data della sottoscrizione, i beneficiari avranno 24 mesi per portare a termine gli interventi. Una soluzione che, di fatto, prolunga di due anni l’orizzonte di spesa rispetto a quello originariamente previsto dal Pnrr. La linea d’investimento sul biometano, nello specifico, sarà trasformata in un programma da 2,23 miliardi di euro. Risorse che dovranno supportare circa 550 interventi, tra realizzazione di nuovi impianti e revamping di impianti esistenti.

I progetti sono stati selezionati nell’arco di cinque gare e potranno beneficiare di una tariffa incentivante, oltre che del contributo in conto capitale finanziato dal Pnrr. Gli atti d’obbligo andranno sottoscritti tutti entro giugno 2026. Sarà questa, e non più il raggiungimento dei 2,3 miliardi di metri cubi di nuova capacità produttiva, la milestone da raggiungere per sbloccare la decima e ultima tranche di pagamenti del Pnrr. Poi per il completamento dei lavori i beneficiari delle sovvenzioni avranno altri due anni. Una boccata d’ossigeno per le imprese, che da tempo avevano lanciato l’allarme per il rischio di non riuscire a rispettare la scadenza del giugno 2026. Cosa che avrebbe comportato la perdita della parte più ambita dell’incentivo, ovvero il contributo a fondo perduto del 40% dei costi d’intervento, lasciando loro la sola tariffa incentivante.

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