Pnrr, più tempo per il biometano: lavori finanziati completabili fino al 2028

di Redazione Ricicla.tv 30/01/2026

Il decreto adottato dal governo estende i tempi di realizzazione degli impianti a biometano finanziati dal Pnrr fino ai primi mesi del 2028. Le linee di investimento su biometano, agrivoltaico e comunità energetiche saranno trasformate in programmi di sovvenzione gestiti dal Gse. La nuova milestone per l’ultima tranche del Pnrr diventa la firma degli atti d’obbligo entro giugno 2026, dando respiro alle imprese


Gli interventi finanziati dal Pnrr per la realizzazione di impianti a biometano potranno essere portati a termine, a seconda dei casi, entro i primi sei mesi del 2028. Lo prevede il decreto legge adottato dal Governo per imprimere lo sprint finale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e rendere operative le modifiche concordate con l’Ue nell’ultima rimodulazione. Inclusa la revisione delle linee d’investimento su biometano, agrivoltaico e comunità energetiche rinnovabili, che verranno trasformate in “programmi di sovvenzione” da affidare al Gse.

Entro giugno 2026 il Gestore dovrà subentrare al Ministero dell’Ambiente nella titolarità delle risorse e sottoscrivere gli atti d’obbligo con i soggetti beneficiari dei contributi. A partire dalla data della sottoscrizione, i beneficiari avranno 24 mesi per portare a termine gli interventi. Una soluzione che, di fatto, prolunga di due anni l’orizzonte di spesa rispetto a quello originariamente previsto dal Pnrr, La linea d’investimento sul biometano, nello specifico, sarà trasformata in un programma da 2,23 miliardi di euro. Risorse che dovranno supportare circa 550 interventi, tra realizzazione di nuovi impianti e revamping di impianti esistenti.

I progetti sono stati selezionati nell’arco di cinque gare e potranno beneficiare di una tariffa incentivante, oltre che del contributo in conto capitale finanziato dal Pnrr. Gli atti d’obbligo andranno sottoscritti tutti entro giugno 2026. Sarà questa, e non più il raggiungimento dei 2,3 miliardi di metri cubi di nuova capacità produttiva, la milestone da raggiungere per sbloccare la decima e ultima tranche di pagamenti del Pnrr. Poi, per il completamento dei lavori, i beneficiari delle sovvenzioni avranno altri due anni. Una boccata d’ossigeno per le imprese, che da tempo avevano lanciato l’allarme per il rischio di non riuscire a rispettare la scadenza del giugno 2026. Cosa che avrebbe comportato la perdita della parte più ambita dell’incentivo, ovvero il contributo a fondo perduto del 40% dei costi d’intervento, lasciando loro la sola tariffa incentivante.

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