Con un atto delegato la Commissione europea esenta film estensibili e reggette per pallet dall’obbligo di riuso al 100% previsto dal PPWR in specifiche operazioni. La decisione segue le pressioni delle imprese e conferma che l’attuazione del regolamento si giocherà nelle norme di dettaglio
La Commissione europea interviene sul regolamento imballaggi con una prima correzione tecnica che segna un passaggio politico non secondario nell’attuazione del nuovo quadro europeo sul packaging. Con un atto delegato adottato il 25 febbraio, il primo in attuazione del nuovo regime, Bruxelles ha esentato film estensibili e reggette utilizzati per la stabilizzazione delle merci sui pallet durante il trasporto dall’obbligo di riuso al 100% inizialmente previsto dal packaging and packaging waste regulation (o PPWR) per determinate operazioni intra-aziendali e nazionali.
La modifica riguarda un punto molto specifico ma altamente sensibile per la logistica e per l’industria manifatturiera: l’obbligo di riutilizzo integrale, quando tali componenti sono impiegati all’interno della stessa impresa, tra imprese collegate o partner, o per consegne all’interno dello stesso Stato membro. Nella versione originaria del regolamento, pallet, casse pieghevoli in plastica, cassette, fusti, contenitori intermedi per il trasporto e altri imballaggi per il trasporto e la vendita erano inclusi in un sistema di target progressivi che, a partire dal 1 gennaio 2030, impone agli operatori economici di garantire che almeno il 40% degli imballaggi rientri in sistemi di riuso. Per alcune componenti, tra cui film e reggette per pallet, era stato previsto un obbligo del 100% in casi circoscritti.
È proprio su questo punto che si è concentrata la pressione degli stakeholder industriali. A seguito dei feedback ricevuti, la Commissione ha condotto uno studio di fattibilità che ha evidenziato come l’utilizzo esclusivo di sistemi riutilizzabili per tali componenti avrebbe potuto comportare costi di adattamento sproporzionati rispetto ai benefici ambientali attesi, soprattutto nelle operazioni logistiche interne o nazionali. La conclusione è che, allo stato attuale delle tecnologie e delle condizioni operative, imporre il riuso integrale di film e reggette avrebbe generato oneri eccessivi per le imprese.
La scelta di esentare queste specifiche tipologie dall’obbligo del 100% non modifica l’architettura complessiva del PPWR né l’obiettivo del 40% di riutilizzo per gli imballaggi da trasporto e vendita, ma introduce un elemento di flessibilità che consente agli operatori di raggiungere il target complessivo senza dover affrontare vincoli ritenuti sproporzionati su singoli componenti. Il messaggio che emerge è duplice: da un lato la conferma della traiettoria verso modelli circolari che privilegino la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo, dall’altro il riconoscimento della necessità di calibrare gli strumenti normativi sulle effettive condizioni tecniche ed economiche del mercato.
Il correttivo, insomma, porta in sé l’implicita ammissione che l’impostazione originaria del regolamento, fortemente orientata all’obiettivo del riuso integrale, non aveva pienamente incorporato le variabili industriali e logistiche dell’adeguamento. Da questo punto di vista la decisione della Commissione appare in linea con il nuovo corso delle politiche ambientali e di sostenibilità di Bruxelles: sì a regole e obiettivi ambiziosi, ma a patto di non gravare sulla competitività e operatività delle imprese.
L’episodio è indicativo di un aspetto centrale del nuovo regolamento: la vera partita si gioca nelle norme di dettaglio e negli atti di esecuzione. Il PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile dal 12 luglio 2026 con scadenze graduali, fissa obiettivi strutturali ambiziosi – riciclabilità obbligatoria entro il 2030, contenuto minimo di riciclato nella plastica, target di riuso – con la finalità dichiarata di ridurre emissioni climalteranti, consumo idrico e costi ambientali del settore imballaggi, oltre a creare un mercato armonizzato europeo superando la frammentazione normativa nazionale.
Definita, non senza difficoltà, la cornice di legge, ora la partita si sposta su criteri tecnici, deroghe, metodologie di calcolo e modalità di verifica. L’ atto delegato sui film e le reggette per pallet rappresenta quindi un precedente rilevante: dimostra che la Commissione è disponibile a intervenire sul perimetro applicativo delle misure quando emergono criticità operative documentate. Allo stesso tempo, conferma che il confronto con le imprese e con le filiere industriali continuerà a incidere sulla concretizzazione del quadro regolatorio.


