Raee, Italia efficiente nel trattamento ma ancora lontana dai target di raccolta

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Redazione Ricicla.tv
30/06/2026

La filiera italiana dei Raee mostra capacità di riciclo e recupero in linea con gli standard europei, ma i volumi raccolti restano ancora lontani dal target Ue del 65%. Nel 2025 la raccolta cresce e migliora il tasso di ritorno, ma il nodo principale resta l’intercettazione dei rifiuti elettronici nei canali corretti. Per il direttore del CdC Raee Fabrizio Longoni servono più punti di conferimento, un ruolo più attivo della distribuzione e controlli più incisivi contro i flussi non conformi


Il sistema nazionale di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici è in linea con gli standard europei in termini di capacità di riciclo e recupero, ma i volumi raccolti, seppur in aumento, restano lontani dai target minimi dell’Ue. Per questo serve aumentare la capillarità dell’intercettazione – puntando sul ruolo della distribuzione e sulla moltiplicazione dei luoghi di conferimento – e proseguire l’attività di contrasto alle condotte non a norma. È la fotografia scattata dal Centro di Coordinamento Raee nell’ultimo rapporto annuale con i dati sulle apparecchiature tecnologiche a fine vita raccolte e trattate nel 2025.

Rispetto all’anno precedente, si legge nel report, nel 2025 le quantità di raee intercettate dal sistema sono aumentate dell’8,8%, toccando quota 588.689 tonnellate, tra raee domestici e professionali. Un incremento che riporta in trend positivo l’andamento del tasso di ritorno, ovvero il rapporto tra la raccolta e l’immesso a consumo medio nel triennio precedente: dopo il calo registrato tra 2023 e 2024, infatti, il tasso è cresciuto del 2,9%, arrivando al 32,5%. “È un risultato significativo perché dimostra la capacità della filiera di intercettare e trattare quantità sempre maggiori di rifiuti elettronici”, commenta il direttore generale del CdC Raee Fabrizio Longoni.

L’incremento nel tasso di ritorno, determinato anche dalla sensibile riduzione dell’immesso a consumo (quasi 230 mila tonnellate in meno tra 2023 e 2024), avvicina tuttavia solo di poco l’Italia all’obiettivo europeo del 65%. “Il tasso nazionale al 32,5% – osserva Longoni – evidenzia un miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma mostra anche quanto sia ancora ampio il margine di crescita per avvicinarsi all’obiettivo europeo”. Un margine che da quasi due anni vede l’Italia, e buona parte degli Stati membri dell’Ue, al centro di una procedura europea d’infrazione.

Se il tasso di intercettazione dei raee resta lontano da quello Ue, le performance di riciclo e recupero degli impianti accreditati descrivono invece un sistema in linea con gli standard di circolarità fissati a livello europeo. Il tasso di riciclo, che misura la quota di materiali derivanti dal trattamento destinata al recupero di materia o al riutilizzo, si attesta mediamente a oltre l’85% – con punte prossime o superiori al 90% per grandi bianchi, monitor e sorgenti luminose – mentre il tasso di recupero, che conteggia anche i materiali inviati a recupero energetico, supera invece in media il 90%. Tassi che, osserva Longoni, “testimoniano la capacità della filiera di trasformare i rifiuti elettronici in nuove risorse, massimizzando il recupero delle materie prime”.

A fronte di un sistema impiantistico capace di trattare in maniera efficiente i raee intercettati, e pronto a giocare la partita del riciclo avanzato delle materie critiche e strategiche, “la sfida resta sempre quella della raccolta – chiarisce Longoni a Ricicla.tv – e per questo è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti: in primis i cittadini, chiamati a raccogliere in maniera differenziata i raee collocandoli nei circuiti corretti, poi gli operatori della distribuzione, che devono integrare i centri di raccolta comunali sfruttando al massimo la propria capillarità”.

Proprio in tema di capillarità, dice Longoni, “stiamo lavorando con il Ministero dell’Ambiente su una serie di misure, che credo riusciremo a mettere in campo a breve, per facilitare la consegna da parte dei cittadini, soprattutto dei piccoli raee, in quanti più luoghi possibile”. Altro nodo fondamentale, sottolinea il direttore del Cdc Raee, quello dei controlli. “Gli enti preposti – dice – devono incrementare le attività di contrasto dei comportamenti non corretti che portano i raee in canali di trattamento non ottimali con rischi per l’ambiente e per l’uomo”.

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