Regolamento imballaggi, ecco le linee guida Ue

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Redazione Ricicla.tv
30/03/2026

La Commissione europea ha pubblicato le prime linee guida (in bozza) e FAQ sul regolamento imballaggi (PPWR), in vista della piena applicazione dal 12 agosto 2026, per chiarire i passaggi su riciclabilità, riuso, divieti ed esenzioni. Tuttavia, secondo Europen, restano forti incertezze che stanno già frenando investimenti e competitività lungo la filiera del packaging


Dall’obbligo di riciclabilità agli obiettivi di riuso, dalle restrizioni per formati monouso e PFAS alle deroghe per gli Stati membri. In vista dell’ormai prossima applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi, che diventerà operativo a partire dal 12 agosto 2026, la Commissione europea ha pubblicato i primi orientamenti sulla nuova disciplina. L’obiettivo, spiega Bruxelles, è quello di fare chiarezza sui passaggi del testo rispetto ai quali i portatori di interesse hanno chiesto assistenza, per garantire “l’applicazione uniforme delle nuove norme sugli imballaggi in tutta l’Ue e semplificare la conformità per gli operatori economici e gli Stati membri”.

Il documento di orientamento è stato reso disponibile in bozza e sarà adottato definitivamente dalla Commissione dopo la traduzione nelle varie lingue dell’Unione. In aggiunta, è stata pubblicata anche una prima raccolta di FAQ con le risposte alle domande ricevute con maggiore frequenza dalla DG Ambiente di Bruxelles dall’adozione del regolamento. “Incoraggio tutte le parti interessate a utilizzare queste linee guida e a collaborare per garantire una facile attuazione del regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, in modo da poter raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi e creare resilienza basata su un’impronta competitiva e sostenibile”, ha commentato la Commissaria Ue all’economia circolare Jessika Roswall.

Sia il documento di orientamento che le FAQ spaziano tra i principali aspetti del regolamento, che a partire dalla data di applicazione inciderà profondamente sulle scelte di produzione degli operatori industriali del packaging così come sull’organizzazione dei sistemi di raccolta e riciclo dei rifiuti da imballaggio nei vari Stati membri. Sul primo fronte, oltre a una maggiore chiarezza sulle definizioni di produttore, fabbricante o importatore, vengono fornite, tra l’altro, indicazioni metodologiche per la verifica del rispetto dei nuovi limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi a contatto alimentare e chiarimenti sul futuro sistema di etichettatura armonizzata. Viene data poi una lettura più articolata dei nuovi obiettivi di riuso e dei requisiti vincolanti di riciclabilità del packaging, che scatteranno dal 1 gennaio 2030. In più, si chiarisce meglio la portata delle nuove restrizioni alla messa in commercio di determinati formati di imballaggi in plastica monouso. Nel caso di imballaggi compositi, come quelli a base carta, scrive la Commissione, sono da considerarsi messi al bando anche i formati che contengono “dal 5% di plastica in su”.

Quanto alle indicazioni per gli Stati membri, nei suoi orientamenti la Commissione punta a fare chiarezza soprattutto su esenzioni e flessibilità. In particolare, i documenti di Bruxelles si concentrano sulle clausole che potranno far scattare la sospensione per 5 anni degli obiettivi di riuso in capo agli operatori economici, così come sui meccanismi per l’esenzione dall’obbligo di istituire sistemi di deposito cauzionale per la raccolta di bottiglie in plastica e lattine dal 1 gennaio 2029. A partire dalla stessa data, ricorda inoltre la Commissione, gli Stati dovranno definire obiettivi vincolanti di raccolta.

Secondo gli operatori, tuttavia, l’intervento della Commissione non scioglie fino in fondo i nodi della nuova disciplina. Anche perché buona parte del dettaglio applicativo resta legata alla definizione dei futuri atti di decretazione tecnica. “A meno di cinque mesi dall’entrata in vigore del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, prevista per il 12 agosto 2026, l’incertezza lungo tutta la catena del valore degli imballaggi ha raggiunto un livello critico”, scrive in una nota l’associazione europea Europen. “L’attesissimo documento di orientamento della Commissione – si legge – non fornisce ancora la certezza giuridica e la chiarezza operativa di cui le imprese hanno urgente bisogno. Di conseguenza, le decisioni di investimento rimangono in sospeso, la pianificazione della conformità è limitata e le catene di approvvigionamento del mercato unico si trovano ad affrontare interruzioni sempre più frequenti”. In questo scenario “i rischi non sono più teorici: questa incertezza sta già erodendo la competitività industriale dell’Europa in un momento in cui investimenti e innovazione dovrebbero accelerare”, dichiara Europen, che chiede “un dialogo rapido e di alto livello tra le istituzioni e i leader del settore degli imballaggi per colmare le lacune critiche nell’attuazione”.

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