Rentri, il prolungamento del fir cartaceo riapre il nodo della governance

di Luigi Palumbo 18/02/2026

Il prolungamento del fir cartaceo fino al 15 settembre “non sarà un passo indietro”, assicura il deputato PD Stefano Vaccari, firmatario di uno degli emendamenti al milleproroghe. La vice ministro dell’Ambiente Vannia Gava: “Serve gradualità”. Ma era stato il suo stesso dicastero a definire il cronoprogramma del fir


Il prolungamento della validità del formulario rifiuti cartaceo non sarà “un passo indietro” nel percorso di digitalizzazione. Interrogato da Ricicla.tv, Stefano Vaccari, deputato PD e firmatario, tra gli altri, di uno degli emendamenti bipartisan sul fir approvati dalle commissioni bilancio e affari costituzionali della Camera nell’ambito della conversione del milleproroghe, non nasconde la “soddisfazione” per il via libera alla proposta di mantenere il modello cartaceo, in alternativa a quello digitale, fino al 15 settembre 2026 e la contestuale sospensione delle sanzioni sull’invio dei dati del xFir alla piattaforma Rentri. Un’iniziativa che però, chiarisce, non deve essere interpretata come un’inversione di rotta nel passaggio al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti.

“Si tratta di una decisione di buon senso – spiega Vaccari – che accoglie le istanze provenienti da imprese, enti locali e operatori del settore, i quali hanno evidenziato criticità operative e la necessità di tempi congrui per un adeguamento efficace al nuovo sistema di tracciabilità digitale”. Necessità che si è fatta ancora più stringente dopo il down del Rentri nel giorno del debutto del formulario digitale, e alla luce dei rallentamenti e interruzioni del servizio che tuttora vengono segnalati dagli operatori a ogni altezza dello Stivale. Dallo ‘switch day’ del 13 febbraio sono state attivate le modalità d’emergenza e gli operatori possono già tenere il formulario in forma cartacea se la piattaforma non consente la gestione in digitale. Con l’entrata in vigore della legge di conversione del milleproroghe, che deve ancora passare per il Senato, il doppio regime verrà cristallizzato a norma di legge fino al 15 settembre.

L’obiettivo, chiarisce Vaccari a Ricicla.tv, non è “tornare indietro nel percorso di digitalizzazione”, ma mettere al sicuro “la continuità operativa delle imprese” e “garantire una transizione ordinata, evitando disagi, rallentamenti amministrativi e potenziali contenziosi”. Il prolungamento del doppio regime fino al 15 settembre, aggiunge, darà a tutti i soggetti coinvolti “il tempo necessario per consolidare le infrastrutture tecnologiche” e proseguire il passaggio al digitale con “strumenti pienamente funzionanti e accessibili a tutti gli operatori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la vice ministro dell’Ambiente Vannia Gava, che sui social ha rivendicato il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente agli emendamenti sul fir, sottoscritti anche dalla maggioranza di governo e dalla Lega, forza politica di cui è esponente. “Il Rentri e la digitalizzazione – ha scritto – sono strumenti fondamentali per contrastare gli illeciti nella gestione dei rifiuti, ma è necessario affrontare le innovazioni con gradualità e pragmatismo“. Il richiamo alla “gradualità” arriva però dopo che lo stesso Ministero aveva fissato nel 2023 un calendario stringente e uniforme per l’attuazione del Rentri. Incluso il passaggio al formulario digitale tutti insieme nello ‘switch day’ del 13 febbraio. L’intervento correttivo inserito nel milleproroghe evidenzia una gestione della transizione che, nei fatti, si è rivelata più complessa del previsto e ha richiesto un intervento legislativo per garantire la continuità operativa. Un passaggio che dovrà necessariamente aprire una riflessione sulla governance politica del processo di digitalizzazione della tracciabilità, prima ancora che sulla tenuta dell’infrastruttura tecnologica.

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