RENTRI, online i dati sui flussi di rifiuti

di

Luigi Palumbo
23/07/2026

Sul portale Rentri debutta la piattaforma pubblica per consultare i dati aggregati sui rifiuti prodotti e gestiti dagli operatori iscritti. Lo strumento consente analisi per territorio, tipologia di rifiuto e operazione di trattamento, senza rendere pubblici dati sulle singole imprese. Il nuovo servizio aggiunge un nuovo tassello alla piena attuazione del sistema: all’orizzonte lo stop al regime transitorio sul formulario e l’avvio della geolocalizzazione dei rifiuti pericolosi


Nel corso del 2026, in Campania, le 1038 unità locali iscritte al sistema informatico di tracciabilità Rentri come attività di recupero dei rifiuti hanno prodotto poco meno di 3,4 milioni di tonnellate di materia prima seconda, costituite prevalentemente da aggregati riciclati. Sono solo alcune delle informazioni estrapolabili dalla nuova piattaforma pubblica che consente di consultare i dati aggregati sui rifiuti pericolosi e non pericolosi prodotti e gestiti dagli operatori tenuti alla trasmissione delle informazioni al Rentri. Informazioni che, per la prima volta, vengono rese disponibili e accessibili ad amministrazioni, enti, imprese, organizzazioni e singoli cittadini.

La nuova funzionalità, sviluppata da Ecocerved con il supporto tecnico dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali su mandato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rende consultabili i dati dei registri cronologici di carico e scarico, i documenti digitali nei quali le imprese e gli enti iscritti al Rentri sono obbligati a inserire le informazioni relative ai rifiuti prodotti o gestiti, tra cui la tipologia, la quantità e le operazioni di recupero o smaltimento effettuate.

I dati saranno consultabili esclusivamente in forma aggregata. Non verranno quindi pubblicate informazioni di dettaglio riferibili alle singole aziende. L’interfaccia consentirà di filtrare i risultati su base territoriale, per tipologia di rifiuto e per operazione di gestione, offrendo una rappresentazione aggiornata dei flussi comunicati al Registro. Stando ai dati pubblicati sul portale, nell’anno in corso sono state inviate a Rentri poco meno di 55 milioni di registrazioni di carico e scarico.

“La pubblicazione dei dati del Rentri rappresenta un’ulteriore conferma delle enormi potenzialità di questo sistema – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin – non è soltanto uno strumento di digitalizzazione degli adempimenti, ma una vera e propria infrastruttura strategica per rafforzare la conoscenza dei flussi di rifiuti, migliorare la programmazione delle politiche ambientali e accompagnare imprese e territori nel percorso verso un’economia sempre più circolare, efficiente e sicura”.

La pubblicazione dei dati si inserisce nel percorso che, a cavallo tra 2026 e 2027, porterà alla piena operatività del Rentri, con la fine del ‘doppio regime’ per il formulario di identificazione dei rifiuti e il successivo avvio dell’obbligo di geolocalizzazione dei rifiuti pericolosi.

Fino al 15 settembre resta infatti possibile emettere il FIR in formato cartaceo, in alternativa a quello digitale. Dalla scadenza del periodo transitorio, il formulario in modalità digitale xFIR diventerà obbligatorio per gli iscritti al Rentri, mentre acquisteranno efficacia anche le sanzioni previste per la mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari sui rifiuti pericolosi. Complessivamente, stando ai dati pubblicati sulla nuova piattaforma, sono già più di 600 mila i FIR digitali trasmessi al Rentri dal 13 febbraio 2026, data di debutto del nuovo modello telematico.

La scadenza successiva cerchiata in rosso sul calendario è quella del 13 febbraio 2027, data a partire dalla quale andranno trasmessi a Rentri anche i dati sui percorsi dei formulari sui rifiuti pericolosi. L’attesa è per la pubblicazione del decreto direttoriale Mase con le regole tecniche per la trasmissione dei dati, anche in interoperabilità, mentre risulta ancora in corso la revisione del decreto con le istruzioni per la compilazione dei registri di carico e scarico e formulari di identificazione dei rifiuti. Secondo quanto apprende Ricicla.tv, lo scorso 3 luglio il Mase avrebbe incontrato le principali associazioni industriali coinvolte nel processo (tra cui Confindustria, Assoambiente e Utilitalia) per ricevere ulteriori indicazioni sui principali profili di criticità del sistema e sui possibili interventi correttivi, a partire da quelli sul FIR digitale.

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