Responsabile tecnico, dal 2026 nuova disciplina e più chiarezza su requisiti e deroghe

di Luigi Palumbo 04/12/2025

Nuovi quiz ed esami più snelli: l’Albo Nazionale Gestori Ambientali rivede il sistema di qualificazione dei responsabili tecnici. Dal 2 gennaio 2026 nuovi requisiti per la nomina del legale rappresentante come responsabile tecnico. La riforma punta a riequilibrare il rapporto tra imprese e tecnici abilitati, dopo anni di criticità e deroghe considerate da molti una delegittimazione del ruolo


Quiz più aderenti alla vita operativa delle imprese, snellimento dei moduli d’esame e maggiore chiarezza sui criteri per l’accesso alle verifiche e alle deroghe. A otto anni dall’introduzione dei requisiti di idoneità e delle modalità di verifica obbligatoria, l’Albo Nazionale Gestori Ambientali fa il tagliando alla disciplina del responsabile tecnico. Non una riforma radicale, ma un adeguamento pensato per agevolare i meccanismi di attribuzione del titolo e mettere ordine nella materia, alla luce delle difficoltà emerse nel tempo e delle recenti modifiche alla disciplina volute dal legislatore nazionale. Il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal prossimo 2 gennaio.

Con la delibera 6 del 2025, pubblicata sul portale dell’Albo, il comitato nazionale ha disposto la revisione dei testi e dei moduli d’esame per la verifica dei requisiti d’idoneità del responsabile tecnico. Se le verifiche iniziali resteranno le stesse, con un modulo generale e uno specialistico per ogni categoria di imprese, per le verifiche di aggiornamento i responsabili tecnici in scadenza dovranno sostenere solo il modulo specialistico. Con l’obiettivo di facilitare la programmazione delle prove d’esame presso le sezioni regionali viene anche ridotto il numero minimo di commissari: ne basteranno tre sia per le verifiche in modalità digitale che per quelle tradizionali con carta e penna.

Stando a quanto riferito dall’Albo a Ricicla.tv, al termine delle ultime sessioni d’esame in calendario per il 2025 (11-12 dicembre) i quesiti saranno aggiornati con l’introduzione di 3.600 nuovi quiz focalizzati soprattutto sulla realtà operativa delle imprese. Un approccio meno ‘mnemonico’ e più basato sui casi pratici, che risponde alle critiche mosse in questi anni nei confronti di un sistema giudicato da molti più selettivo che qualificante. Non mancheranno i riferimenti alla normativa di settore, sia nazionale che comunitaria, che però verranno ridotti in numero e allineati agli sviluppi più recenti, a partire dalla disciplina del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri. I nuovi quiz saranno pubblicati sul portale web dell’Albo e potranno essere utilizzati come base di studio per la preparazione delle verifiche. Anche alla luce dell’aggiornamento dei testi d’esame, le sessioni ripartiranno dal 14 luglio 2026.

La delibera del comitato nazionale dell’Albo interviene anche per chiarire i requisiti di base del responsabile tecnico dopo le semplificazioni introdotte dal legislatore nazionale. Con la conversione in legge del decreto ‘ambiente’, infatti, è stata riconosciuta al legale rappresentante dell’impresa iscritta all’Albo la facoltà di assumere anche il ruolo di responsabile tecnico, e di essere esentato dalle verifiche di idoneità, a condizione di aver ricoperto il ruolo per almeno tre anni consecutivi. Così come per l’accesso alle verifiche, chiarisce la delibera, anche per ottenere la deroga sarà necessario il diploma di scuola superiore di secondo grado. Un requisito di base che si applicherà alle richieste di esenzione presentate dal 2 gennaio 2026 in poi.

Anno nuovo, nuovo regime. Una revisione che punta a rilanciare la figura del responsabile tecnico, ruolo strategico nella vita delle imprese iscritte all’Albo, ma ancora lontano dalla piena maturità. A fronte di 25 mila imprese obbligate a oggi si registrerebbero infatti meno di 8.000 responsabili tecnici abilitati. Una sproporzione che negli anni ha alimentato distorsioni, come l’accumulo di decine di incarichi – in alcuni casi oltre cento – in capo a singoli responsabili, e polemiche, fino a sfociare nelle deroghe introdotte con il decreto ‘ambiente’. Una semplificazione radicale, da più parti percepita come un vero e proprio colpo di spugna sull’intero sistema e una marcia indietro nel percorso di qualificazione e professionalizzazione delle imprese dell’Albo. Da gennaio si riparte.

1 Commento su "Responsabile tecnico, dal 2026 nuova disciplina e più chiarezza su requisiti e deroghe"

  1. Francesco Lomuscio ha detto:

    La norma di rango primario ha stabilito che è esonerato dagli esami RT il Legale Rappresentante che ha ricoperto tale ruolo (solo quello li Legale Rappresentante) per 3 anni lasciando invariato l’obbligo di titolo di studio (come minimo diploma di scuola media superiore).
    L’Albo Nazionale Gestori Ambientali per fare ovviamente più cassa ha rilasciato e continuerà a rilasciare fino al 02/01/2026 dispensa dagli esami RT anche al Legale Rappresentante analfabeta o semianalfabeta in spudorata violazione di legge.
    I provvedimenti di dispensa dagli esami RT rilasciati ai Legali Rappresentanti privi di diploma di maturità sono ovviamente nulli perché rilasciati in oggettiva violazione di legge.

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