Riciclo della plastica, la petizione: no ai rifiuti extra Ue

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Elvira Iadanza
11/03/2026

Le principali associazioni del riciclo europeo aprono una raccolta firme online per chiedere regole più chiare sul raggiungimento degli obiettivi Ue e per garantire la tracciabilità dei materiali


Garantire la piena tracciabilità dei rifiuti conteggiati ai fini del raggiungimento degli obiettivi Ue, sostenere la capacità di riciclo dell’Europa e le persone che dipendono da essa e creare un quadro politico coerente, equo e prevedibile: sono queste le richieste delle principali associazioni di riciclo plastico europeo, tra cui  Plastics Recyclers Europe, Chemical Recycling Europe e Zero Waste, che hanno lanciato una petizione online sulla piattaforma Change.org.

Il comparto europeo del riciclo dei rifiuti di plastica sta attraversando da tempo una forte crisi di competitività, legata agli alti costi dell’energia ma anche, e soprattutto, alle pressioni sui prezzi generate dall’arrivo sul mercato unico di polimeri riciclati e vergini a basso costo provenienti da paesi extra Ue. Per questo gli addetti al settore chiedono nuove regole a difesa del comparto. A partire da una clausola ‘made in Europe’ per i rifiuti in plastica da avviare a riciclo.

“Il sistema di riciclaggio europeo può essere efficace solo se si basa su dati accurati, regole eque e una gestione trasparente dei rifiuti. Tuttavia, l’attuale politica dell’Ue consente ai rifiuti di plastica importati di essere conteggiati ai fini degli obiettivi di riciclaggio europei, creando un divario tra i progressi dichiarati e la reale circolarità”, scrivono le associazioni nella loro petizione, aggiungendo che “se l’Europa continua a conteggiare i rifiuti di plastica importati ai fini dei suoi obiettivi senza le necessarie verifiche di conformità e un’adeguata applicazione, rischia di compromettere anni di progressi verso un’economia circolare credibile”.

Secondo i riciclatori europei, il sistema di calcolo europeo delle percentuali di materia prima seconda potrebbe portare a una distorsione del mercato, arrivando al paradosso secondo cui i rifiuti generati in Europa non sarebbero più trattati, mentre l’Europa sembra comunque raggiungere i suoi obiettivi. Tutto ciò, ribadiscono gli addetti al settore, potrebbe portare a un calo degli investimenti nel Continente proprio quando, invece, occorrerebbe incrementarli. “L’Europa sta entrando in una fase critica di attuazione del regolamento sugli imballaggi, della direttiva sulla plastica monouso e dei più ampi quadri normativi dell’economia circolare”. Interventi che hanno puntato anche sull’introduzione di quote obbligatorie di contenuto riciclato. Ma in assenza di “regole chiare e prevedibili”, misure potenzialmente positive rischiano di trasformarsi in un boomerang.

Non si tratta, però, solo di gestione del fine vita della plastica: l’economia circolare – spiegano i riciclatori – va oltre il semplice riciclo. Per questo è necessario “rispettare le misure più ampie stabilite nel PPWR (Regolamento imballaggi), tra cui la prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo, una progettazione migliorata e una maggiore tracciabilità” che servirà a rafforzare le catene di approvvigionamento, aumenterà la trasparenza e garantirà la capacità dell’Europa di promuovere i propri obiettivi di economia circolare. “Questo rappresenta un passo tempestivo e concreto che sostiene la competitività, rafforza la responsabilità e produce un impatto ambientale a lungo termine”, concludono i riciclatori promotori della petizione.

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