Riciclo della plastica, l’Ue presenta il pacchetto anti-crisi

di Redazione Ricicla.tv 23/12/2025

Dal nuovo regolamento europeo end of waste ai controlli doganali sui polimeri d’importazione: la Commissione Ue ha presentato il pacchetto di misure anti-crisi per l’industria del riciclo della plastica. Un’anticipazione del Circular Economy Act atteso per il 2026


Criteri di end of waste comuni, più controlli sulle importazioni e una spinta al riciclo chimico. L’Ue chiude il 2025 con un intervento per salvare l’industria continentale del riciclo della plastica. Nell’attesa dell’annunciato Circular Economy Act, previsto per il 2026, la Commissione europea ha infatti presentato un primo pacchetto di “misure concrete per aiutare il settore in difficoltà del riciclo della plastica in Europa e per costruire un autentico mercato unico dei materiali circolari” ha commentato la commissaria Ue all’economia circolare Jessika Roswall. Le imprese europee, scrive Bruxelles, devono “far fronte a pressioni crescenti: mercati frammentati dei materiali riciclati, costi energetici elevati, prezzi volatili della plastica vergine e concorrenza sleale da parte di paesi terzi”. Un mix di fattori che sta mettendo in ginocchio il settore, con fatturati calati ulteriormente del 5,5% tra 2023 e 2024, secondo Plastics Recyclers Europe, e circa 300 mila tonnellate di capacità produttiva persa nello stesso periodo a causa di fermi e chiusure.

Il primo nodo da sciogliere, per Bruxelles, è la frammentazione del mercato unico, tema già sollevato da Mario Draghi nel suo report sulla competitività in Ue. Per questo la Commissione ha presentato un atto di esecuzione per stabilire criteri di cessazione della qualifica di rifiuto a livello dell’Ue per la plastica, ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti. L’atto resterà in consultazione fino al 26 gennaio 2026 e, una volta in vigore, definirà per tutti gli Stati membri i parametri in base ai quali i rifiuti sottoposti a trattamento di riciclo possano essere considerati come dei prodotti, liberi di circolare sul mercato unico per essere sostituiti alle risorse vergini nei cicli produttivi.

Sempre in tema di stabilità regolatoria la Commissione punta a superare anche l’incertezza che ruota attorno alle attività di riciclo chimico e, in particolare, rispetto all’utilizzo di plastica riciclata chimicamente ai fini del raggiungimento degli obiettivi di contenuto minimo riciclato definiti dalla direttiva Sup. Con un atto di esecuzione, in consultazione fino al 19 agosto, Bruxelles propone di introdurre una metodologia di calcolo basata sul bilancio di massa con un modello di allocazione a ‘uso di combustibile escluso’. Questo significa che i rifiuti utilizzati per produrre combustibili o per il recupero di energia non possono essere conteggiati come contenuto riciclato. Oltre al nuovo metodo di calcolo sarà la stessa direttiva Sup a essere sottoposta alla valutazione degli stakeholder, nell’ambito di una consultazione pubblica aperta fino al 17 marzo 2026.

Nell’ottica del contrasto alle importazioni di polimeri d’importazione a basso costo la Commissione annuncia poi la Commissione di stare lavorando alla creazione di codici doganali distinti per la plastica vergine e quella riciclata. Un’iniziativa che, chiarisce Bruxelles, “sosterrà l’applicazione delle norme dell’Ue sulle materie plastiche importate da parte delle autorità doganali e nazionali di vigilanza del mercato”. Non solo azioni regolatorie. Sul fronte degli investimenti la Commissione annuncia maggiore sostegno ai progetti circolari, facendo leva sulla collaborazione con le banche nazionali e la Banca europea per gli investimenti, e una spinta ai poli transregionali di circolarità con l’istituzione di uno strumento pilota di coordinamento della competitività.

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