Tracciabilità dei rifiuti, al via il formulario digitale

di Redazione Ricicla.tv 12/02/2026

Dal 13 febbraio scatta per tutti gli iscritti al Rentri l’obbligo di utilizzare il formulario di identificazione dei rifiuti in formato digitale, completando il passaggio alla tracciabilità informatica. Il nuovo xFIR dovrà essere compilato e sottoscritto online da tutti i soggetti coinvolti, anche in mobilità. Tra imprese e operatori non mancano i motivi di preoccupazione


Il ‘grande switch’ è arrivato. Mancano solo poche ore al debutto del formulario di identificazione dei rifiuti digitale per tutti gli iscritti al Rentri. Dal 13 febbraio, gli oltre 200 mila soggetti obbligati ad accreditarsi al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti dovranno abbandonare carta e penna e passare all’xFir vidimato, compilato e sottoscritto in modalità telematica. Per farlo, gli operatori potranno utilizzare, anche in mobilità, i servizi gratuiti di supporto messi a disposizione dalla piattaforma Rentri o software gestionali di mercato interoperabili con il sistema gestito dal Ministero dell’Ambiente.

La digitalizzazione del formulario segna un passaggio epocale. Il tassello che dopo oltre 25 anni di adempimenti cartacei completa l’informatizzazione dei documenti ambientali sulla tracciabilità dei rifiuti, già partita nel 2025 con il primo debutto dei registri di carico e scarico digitali. Dopo i grandi produttori di rifiuti e gli operatori del waste management, e dopo i produttori con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 50, dal 13 febbraio si chiuderà il terzo e ultimo scaglione di accrediti al Rentri, quello dei produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti. A quel punto gli iscritti al sistema – vecchi e nuovi – dovranno abbandonare definitivamente il formulario di identificazione dei rifiuti cartaceo per passare al nuovo modello digitale per quasi tutti i rifiuti movimentati. In caso di down del sistema o di assenza di connessione, ha chiarito recentemente il Mase, varrà il formulario cartaceo integrato da una PEC che dovrà motivare la scelta.

Va detto che già dal 13 febbraio 2025 il Fir, documento cardine della tracciabilità, che accompagna i trasporti dal luogo di produzione dei rifiuti all’impianto di trattamento, deve essere generato e vidimato esclusivamente online sulla piattaforma Rentri. Secondo Ecocerved sono già stati prodotti con questa modalità oltre 40 milioni di formulari, ma il processo di informatizzazione non è ancora completato. Ancora oggi i Fir vengono firmati a mano, mentre dal 13 febbraio gli xFir dovranno essere sia compilati che sottoscritti in via esclusivamente digitale da tutti i soggetti coinvolti nella movimentazione dei rifiuti, anche in mobilità, con dispositivi come smartphone e tablet opportunamente configurati (l’app ufficiale del sistema è già disponibile sugli store) e dotati di servizi di firma elettronica. I dati dei soli formulari sui rifiuti pericolosi dovranno poi essere trasmessi al Rentri nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla normativa.

Per molti sarà un vero e proprio salto culturale, oltre che operativo. Cosa vera soprattutto per le piccole imprese, che fin qui hanno gestito i modelli cartacei compilandoli a mano o, ancora più spesso, delegandone la tenuta a terzi (soprattutto a consulenti e trasportatori). Anche con Rentri resta possibile delegare parte degli adempimenti, ma non tutti: la firma digitale dei registri e dei formulari e l’invio in conservazione sostitutiva, ad esempio, restano sempre in capo all’azienda. In vista del 13 febbraio sia le associazioni di categoria che l’Albo Nazionale Gestori Ambientali hanno intensificato le attività di formazione e informazione delle imprese. Sia i tutorial che le versioni demo della piattaforma Rentri e dell’app sono state rese disponibili con mesi d’anticipo rispetto all’avvio dell’operatività. Non tutti i soggetti chiamati a passare al xFir, però, sembrano pronti al grande salto nel mondo della tracciabilità informatica.

Secondo alcune delle principali associazioni delle pmi e delle cooperative, soprattutto i produttori iniziali di rifiuti di minori dimensioni – come le piccole aziende artigiane, tipicamente meno digitalizzate – starebbero infatti incontrando difficoltà con l’adeguamento organizzativo, la formazione del personale, l’acquisto di dispositivi dedicati o l’allineamento dei sistemi gestionali al Rentri tramite interoperabilità. Per questo associazioni come Cna, Confartigianato e Confcooperative avevano chiesto di rivedere la scadenza del 13 febbraio. L’appello ha trovato spazio in una serie di proposte di emendamento al decreto milleproroghe, ma il provvedimento è ancora in discussione alla Camera quando mancano solo poche ore allo ‘switch day’.

Non sono solo le imprese di dimensioni minori, tuttavia, a essere preoccupate dall’imminente debutto del Fir digitale. Anche tra i grandi operatori industriali e i professionisti del waste management, infatti, non mancano i motivi di apprensione, come l’assenza di un quadro operativo chiaro e consolidato e i numerosi nodi applicativi che “non hanno ancora avuto risposta né dal servizio di supporto Rentri né dal Ministero dell’Ambiente”, ha spiegato a Ricicla.tv Tiziana Cefis, consulente ambientale per TeA Consulting. Il timore degli operatori, oltre a quello di rallentamenti o inceppamenti delle filiere di trattamento, è che errori operativi o criticità tecniche nella tenuta digitale del Fir possano tradursi in contestazioni pesanti da parte degli organi di controllo. “La digitalizzazione è inevitabile e può anche essere utile – ha chiarito la consulente – ma deve essere accompagnata da regole solide, strumenti affidabili e risposte rapide. Altrimenti – dice – il rischio è che un processo nato per migliorare la tracciabilità finisca per aumentare confusione, costi e vulnerabilità delle imprese”.

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