Crisi del riciclo della plastica, 28 associazioni scrivono a von der Leyen: “Non c’è più tempo da perdere”

di Elvira Iadanza 05/09/2025

Secondo i riciclatori europei si rischia di tornare ai livelli di produzione del 2000: “Servono interventi per uscire da una grave crisi di competitività”


C’è anche Assorimap, l’associazione che rappresenta i riciclatori e rigeneratori di materie plastiche italiani, tra i firmatari della lettera inviata ai vertici della Commissione europea per chiedere interventi sul settore del riciclo della plastica, minacciato da una grande crisi di competitività la cui causa va rintracciata soprattutto nell’impennata delle importazioni di materiale a basso costo da Paesi terzi.

Nel testo, indirizzato alla presidente dell’esecutivo Ue von der Leyen, i numeri delle difficoltà che si fanno sempre più evidenti. “I dati recenti – si legge nella missiva inviata a Bruxelles- confermano la gravità del declino e sottolineano l’urgenza di un intervento. Tra il 2018 e il 2022, la produzione di plastica in Europa è diminuita del 13,3%, seguita da un ulteriore calo dell’8,3% nel 2023”, ma ciò che risulta più preoccupante è la possibilità che “con questo ritmo – certificano gli addetti al settore – la produzione di plastica nell’UE potrebbe presto tornare ai livelli non visti dal 2000, anche se il consumo di polimeri continua a crescere”.

Nel testo vengono anche proposte diverse soluzioni per aiutare il settore a ritrovare la competitività perduta, mentre nel frattempo, in Europa, aumenta il numero di impianti che chiudono i battenti o annunciano l’imminente stop delle attività. Tra le misure proposte alla Commissione, oltre al taglio dei costi dell’energia, c’è la promozione della plastica made in Europe attraverso “l’intensificazione degli incentivi mirati in infrastrutture per la raccolta e la selezione, aumentando gli investimenti nel riciclo nell’UE attraverso l’Iva agevolata e implementando i bonus EPR”, oltre a questo bisognerebbe stabilire criteri uniformi di progettazione per il riciclo e per gli appalti pubblici per favorire i materiali prodotti all’interno dell’Ue.

È fondamentale, sottolineano i riciclatori, ridurre l’incenerimento e l’invio in discarica dei rifiuti di plastica, per evitare che vengano sottratti all’economia circolare, ma serve anche vigilare sulla qualità dei prodotti importati. Secondo i firmatari dell’appello inviato a von der Leyen è l’ora di introdurre “codici doganali separati per le materie prime e i prodotti basati su fossili e per tutte le materie prime e i prodotti non fossili (bio-based, riciclati e con cattura del carbonio)”.

Tutto questo tenendo presente quanto sia “essenziale – secondo i riciclatori – una corretta e armonizzata attuazione e applicazione della legge dell’Ue in tutti gli Stati membri. Ciò include una rigorosa applicazione degli obiettivi di contenuto riciclato, supportata da certificazione di terze parti e penalità chiare”. Infine la richiesta di potenziare la responsabilità estesa del produttore (EPR): “Un aumento dell’armonizzazione delle regole EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) a livello UE, delle definizioni e delle tariffe eco-modulate è essenziale per evitare la frammentazione del mercato e garantire una concorrenza leale. L’EPR dovrebbe affrontare i fallimenti del mercato, premiare la progettazione per il riciclo e il contenuto riciclato attraverso requisiti e criteri più armonizzati e neutrali rispetto al materiale”.

Tutte queste proposte, spiegano i 28 firmatari del documento, sono indispensabili affinché l’Unione europea “si trova a una svolta. L’industria della plastica sta affrontando un momento decisivo: o si intensifica urgentemente l’applicazione delle normative, gli investimenti mirati e la concorrenza leale, o la visione di un’economia circolare della plastica in Europa non si materializzerà”. Le misure proposte – si legge a chiusura della lettera – rappresentano una condizione imprescindibile per trasformare le sfide di oggi in un’economia della plastica resiliente, competitiva e davvero circolare che rafforzi la base industriale e l’autonomia strategica dell’Europa.

Non c’è più tempo da perdere, tutti gli Stati membri devono poter agire coesi per garantire all’Europa di perseguire gli obiettivi di green economy e non mettere a rischio l’intero tessuto industriale – sottolinea in una nota Walter Regis, presidente di Assorimap Siamo pronti a collaborare con il Governo italiano e le istituzioni europee per sostenere la filiera nazionale e tradurre queste raccomandazioni in azioni concrete”.

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