Crisi riciclo plastica, il Mase convoca un tavolo il prossimo 8 ottobre

di Elvira Iadanza 18/09/2025

Il ministero dell’Ambiente ha convocato un nuovo tavolo di lavoro. Al centro la crisi del riciclo della plastica. Alla riunione sono stati invitati Confindustria, Conai, Polieco, Corepla, Coripet, Assorimap e Assoambiente. All’ordine del giorno anche la discussione su possibili “strumenti finanziari”


Il Ministero dell’Ambiente, nella persona del capo dipartimento per lo sviluppo sostenibile Laura D’Aprile, ha convocato per il prossimo 8 ottobre un nuovo tavolo di crisi su raccolta e riciclo dei rifiuti. Dopo quello sul tessile dello scorso 11 settembre, ora riflettori puntati sulla plastica, dopo l’accorata lettera di Assorimap inviata al ministro Pichetto Fratin qualche giorno fa nella quale l’associazione nazionale dei riciclatori lanciava l’allarme per il rischio di collasso della filiera dovuto al crollo dei fatturati e alla concorrenza insostenibile con i polimeri di importazione.

Al centro del meeting, anticipa il Mase, l’ingolfamento dei settori della raccolta e della gestione dei rifiuti plastici, lo stato di avanzamento delle iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria ma anche i possibili “strumenti finanziari” per scongiurare la crisi, punto fondamentale, quest’ultimo, dopo l’anticipazione di Ricicla.tv sulla possibilità di un fondo una tantum per sostenere l’altro settore in forte difficoltà, quello cioè della raccolta e del riciclo tessile. Segno che il Mase è pronto a lavorare per reperire risorse all’interno della prossima legge di bilancio, ma per questo c’è bisogno che le imprese portino sul tavolo proposte concrete e, soprattutto, realizzabili nel breve termine.

La risposta del Mase, che al tavolo ha convocato Confindustria, Conai, Polieco, Corepla, Coripet, Assorimap e Assoambiente oltre che Ispra, Enea, Anci e Utilitalia, è in linea con quanto richiesto anche dalla Commissaria europea all’Economia circolare, Jessika Roswall, in occasione del Consiglio ambiente dello scorso giugno, quando aveva detto: “Assistiamo a una serie di fenomeni che stanno compromettendo la competitività e la sostenibilità a lungo termine delle industrie del riciclo: alti costi dell’energia, volatilità dei prezzi delle materie prime, squilibrio con i valori delle risorse vergini, concorrenza sleale delle importazioni a basso costo. E gli effetti sono già visibili. La crescita costante della capacità di riciclo della plastica in Ue, che abbiamo potuto testimoniare negli anni passati, si è quasi arrestata. Diversi impianti si sono già fermati”, invitando, quindi, gli Stati membri dell’Ue a sfruttare al meglio “la flessibilità del quadro normativo in materia di rifiuti” e i “fondi di coesione e aiuti di Stato per promuovere efficienza e circolarità delle risorse”.

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