Crisi riciclo plastica, per Assorimap soluzione è anticipo su contenuto minimo, ma Unionplast frena

di Elvira Iadanza 12/12/2025

Il 22 dicembre si terrà al Mase il tavolo sulla crisi del riciclo delle plastiche, per Assorimap bisogna anticipare le disposizioni sul contenuto minimo di materia prima seconda previste dal nuovo regolamento Ue sugli imballaggi. Unionplast: “Così si penalizzano i trasformatori”


In vista della prossima convocazione del tavolo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dedicato alla crisi del riciclo plastico, Assorimap torna a chiedere misure concrete per aiutare il settore a uscire dall’emergenza. “Il mercato è paralizzato e dal Mase ci aspettiamo una svolta”, scrive Walter Regis, presidente dell’associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche. La svolta, secondo Regis, sarebbe quella di anticipare al 2027 le disposizioni del regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR) sul contenuto minimo di riciclato.

Una proposta, quella di Assorimap, che non convince i trasformatori di plastica di Unionplast, che in una nota scrivono: “Una misura di questo tipo comporterebbe per i trasformatori e per i brand owner costi di adeguamento molto elevati, introdurrebbe ulteriore complessità normativa e aumenterebbe il rischio di non conformità. Non vi sono inoltre evidenze che un anticipo degli obblighi possa stimolare una reale ripresa della domanda”. Sempre secondo Unionplast, inoltre, “un anticipo unilaterale degli obblighi creerebbe una divergenza regolatoria tra l’Italia e gli altri Stati membri, generando condizioni concorrenziali non omogenee e penalizzando i trasformatori italiani rispetto ai loro competitor europei”.

La situazione, però, resta critica per i riciclatori, con Regis che afferma: “Le imprese che non versano già in situazioni economiche gravemente compromesse, rimangono in una stasi forzata, non per scelta ma per necessità. La filiera è ancora in balia di un mercato che non assorbe la plastica riciclata, costringendo a una produzione in perdita”. Secondo Regis, quindi, ciò che serve al settore per evitare il collasso è una risposta “immediata e strutturale”, che non corrisponderebbe alla soluzione proposta dal Mase e cioè l’attivazione di un credito d’imposta per gli utilizzatori di plastiche riciclate.

Il progetto del Ministero, secondo i riciclatori, rischierebbe di “lasciare ad altri soggetti la discrezionalità di scegliere il riciclato in alternativa al prodotto vergine, senza affrontare il nodo dei costi di produzione né contrastare la minaccia delle importazioni low cost asiatiche”. Non avrebbe trovato riscontro concreto, invece, l’altra proposta avanzata sempre dai riciclatori, relativa ai certificati bianchi e ai crediti di carbonio.

Intanto, per il prossimo 22 dicembre, i principali attori della filiera si incontreranno nuovamente al Ministero per il tavolo di crisi, proprio per questo, Unionplast precisa che “è in quella sede che l’intera filiera può contribuire alla definizione di interventi pragmatici, equilibrati e realmente utili per la tenuta e la sostenibilità del settore degli imballaggi in plastica”.

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