“È un intervento atteso, incide pesantemente sulla qualità ambientale della città, e anche sulle casse dello Stato in termini di sanzioni europee”, le parole del Commissario Fabio Fatuzzo in occasione della presentazione della rifunzionalizzazione del depuratore orientale del capoluogo partenopeo
Nel giro di “tre quattro anni” la Campania potrebbe mettersi in regola per gli interventi di competenza del Commissariato alla depurazione. A dirlo è Fabio Fatuzzo, Commissario Straordinario Unico per la depurazione e il riuso delle acque reflue, intervenuto alla presentazione dei lavori di adeguamento dell’impianto di Napoli Est. Il depuratore della zona orientale del capoluogo è stato sanzionato nell’ambito della procedura d’infrazione europea 2004/2034, la più gravosa tra le quattro aperte a carico dell’Italia per il cattivo trattamento delle acque reflue urbane. L’intervento di rifunzionalizzazione interessa oltre 865 mila cittadini e contribuirà a ridurre sensibilmente il carico complessivo della procedura, che a livello nazionale coinvolge circa 5 milioni di abitanti equivalenti.
“È un’operazione attesa perché incide pesantemente sulla qualità ambientale a Napoli – ha spiegato Fatuzzo – ma non solo: bisogna considerare che ogni abitante equivalente ‘vale’ circa 5 euro in sanzioni ogni sei mesi (10 euro all’anno per cittadino) e basta fare i conti per capire quanto si risparmierà”. Se la matematica non è un’opinione, quindi, il taglio della sanzione potrebbe portare, a revamping concluso, a un risparmio di poco più di 8,6 milioni di euro all’anno.
Il riferimento del Commissario è al meccanismo sanzionatorio europeo, che prevede penalità periodiche calcolate in base agli abitanti equivalenti interessati dai sistemi di trattamento non conformi. L’Italia, al momento, conta più di 900 agglomerati urbani non conformi, per un totale di quasi 30 milioni di abitanti interessati, nell’ambito di ben quattro procedure d’infrazione, due delle quali già giunte a sentenza di condanna definitiva con annesse sanzioni periodiche.
La procedura che coinvolge anche Napoli est è la più longeva e, come certificato dalla Corte dei Conti, ha comportato pagamenti complessivi superiori ai 210 milioni di euro, con importi semestrali che si riducono progressivamente grazie all’avanzamento dei vari interventi lungo tutto lo Stivale. All’interno di questa cornice, la Campania rappresenta uno dei principali bacini di criticità, insieme a Sicilia e Calabria. Nella sola procedura infrazione 2004/2034, gli agglomerati campani incidono per una quota stimabile intorno al 20% del totale nazionale in termini di abitanti equivalenti, e il depuratore di Napoli est, da solo, per il 15% circa. Una proporzione che può aiutare a inquadrare anche il peso economico della regione sulle sanzioni complessive.
Il caso di Napoli Est si inserisce in un contesto regionale ancora critico: in Campania sono circa 117 i casi non a norma nell’arco delle quattro procedure europee, e per 6 risultano tuttora attive sanzioni. Il piano commissariale prevede investimenti complessivi per circa 500 milioni di euro, destinati oltre che al capoluogo anche ad altri interventi strategici, tra cui Benevento, Mondragone e l’isola di Ischia. “Oltre a Napoli est, costato 153 milioni sono previsti già altri sei interventi – specifica Fatuzzo- .uno a Benevento, già in gara per circa 50 milioni, a Mondragone, per un totale di 107 milioni e poi quattro interventi che interessano Ischia. Si tratta di interventi ad alto costo per lo Stato”.
“Ciò che verrà realizzato a Napoli est sarà molto importante – ha aggiunto Fatuzzo, chiarendo che – i lavori dureranno circa 540 giorni, un anno e mezzo, e dopo la fase di collaudo, l’impianto verrà riconsegnato alla città”. “Gli interventi previsti al depuratore della zona orientale cambieranno radicalmente l’impianto – ha spiegato l’ingegnere Giovan Battista Pasquariello durante la presentazione degli interventi a Palazzo San Giacomo – attualmente è un sistema molto semplice, dopo le operazioni ci sarà una radicale trasformazione perché l’impianto diventerà biologico“, integrando un passaggio del ciclo di depurazione che ora manca e che consentirà la rimozione di sostanze organiche come azoto e fosforo, evitando che possano finire in mare. “Inoltre – ha aggiunto Pasquariello – ci sarà una restituzione alla cittadinanza di tutta quella che è la parte a verde”.
I lavori di adeguamento saranno eseguiti dal raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla società spagnola Acciona Agua, in qualità di mandataria, affiancata da Fisia Italimpianti e Otto Gas. L’appalto è stato aggiudicato al termine di una procedura gestita da Invitalia, con un valore complessivo di oltre 111 milioni di euro. “Il depuratore di Napoli est è vecchio e sottostimato, non capace di rispondere a quelli che sono gli standard odierni – ha commentato il sindaco Gaetano Manfredi – c’è stata una lunga progettazione e poi un lungo contenzioso, ma è un’opera centrale per concludere il disinquinamento della zona est, che è uno dei grandi obiettivi per garantire balneabilità e qualità ambientale”.