È arrivato l’Overshoot day: abbiamo terminato le risorse disponibili per il 2026

di

Elvira Iadanza
30/07/2026

Dal 30 luglio siamo in debito con il pianeta Terra, l’Italia, però, è in ‘debito ecologico’ già dal 3 maggio. Global Footprint Network: “I Paesi che si preparano a un futuro con risorse limitate saranno quelli meglio posizionati per affrontarlo. Al momento, quasi nessuno lo è”


Da oggi siamo in debito con il pianeta. È arrivato, infatti, l’overshoot day, la data che simboleggia la fine delle risorse che il nostro Pianeta può rigenerare in un anno. La data del 30 luglio è stata calcolata dalle organizzazioni Global Footprint Network e Greenings che, annualmente, stilano il rapporto che fotografa il sovrasfruttamento delle risorse presenti sulla Terra. L’overshoot si verifica perché le persone emettono più CO₂ di quanta la biosfera possa assorbire, consumano più acqua dolce di quanta ne venga reintegrata, abbattono più alberi di quanti ne possano ricrescere, pescano più velocemente di quanto le riserve si ricostituiscano.

Attualmente, secondo il report, stiamo sfruttando le risorse naturali a un ritmo del 73% superiore alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi, l’equivalente di vivere con le risorse di 1,73 Terre.

“Il superamento dei limiti di sostenibilità non è una preoccupazione ambientale lontana. Sta già producendo impatti economici”, afferma David Lin, uno degli autori principali dello studio e responsabile scientifico del Global Footprint Network che aggiunge: “I Paesi che si preparano a un futuro con risorse limitate saranno quelli meglio posizionati per affrontarlo. Al momento, quasi nessuno lo è”.

Gli autori dello studio, quindi, raccomandano a ogni Paese di istituire una task force o una commissione parlamentare per mappare la propria dipendenza dalle risorse, l’esposizione finanziaria e le opzioni per rafforzare la resilienza prima che si verifichi il prossimo shock legato alle risorse.

Non tutto, però, è perduto. Esistono molti modi per reagire al superamento dei limiti climatici, spiegano i redattori del report. Ad esempio, si legge nel comunicato stampa che accompagna il rapporto, una riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di combustibili fossili permetterebbe di posticipare la data dell’overshoot di circa tre mesi.

Se in media, il mondo, è arrivato all’Overshoot day il 30 luglio, l’Italia non riesce a fare meglio. Il nostro Paese è arrivato al “giorno del sovrasfruttamento” il 3 maggio, tre giorni prima rispetto al 2025. Da oltre due mesi, quindi, siamo in “debito ecologico” con il pianeta.

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