Il 24 luglio è l’Overshoot day, il mondo ha terminato le risorse disponibili per il 2025

di Elvira Iadanza 24/07/2025

Il dato elaborato da Global Footprint Network, l’Italia è in “debito ecologico” già dal sei maggio


È arrivato l’Overshoot day, abbiamo già consumato tutte le risorse che il Pianeta può rigenerare in un anno. La data del 24 luglio è stata calcolata dal Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che ha introdotto il concetto di “impronta ecologica”. L’overshoot “si verifica – scrive l’organizzazione – perché le persone emettono più CO₂ di quanta la biosfera possa assorbire, consumano più acqua dolce di quanta ne venga reintegrata, abbattono più alberi di quanti ne possano ricrescere, pescano più velocemente di quanto le riserve si ricostituiscano”.

Attualmente, secondo il Global Footprint Network, l’umanità sta utilizzando la natura a una velocità 1,8 volte superiore a quella di rigenerazione degli ecosistemi terrestri. Per dare l’idea dello sfruttamento delle risorse del pianeta, basta confrontare la data di oggi con quelle precedenti: nel 2024 il giorno del sovrasfruttamento era arrivato il 25 luglio, mentre nel 2020, l’anno che ha bloccato l’ordinaria routine del mondo intero, il 9 agosto. 20 anni fa, nel 2005, avevamo esaurito le risorse disponibili sulla Terra il 25 agosto.

Per l’organizzazione, questo countdown segna anche un fallimento del mercato, incapace di gestire la scarsità delle risorse. Superare le risorse disponibili rappresenta “una minaccia diretta per chi ne fa un uso eccessivo, che dipende da grandi volumi di input di risorse a prezzi bassi che diventano sempre più scarsi con il persistere del fallimento del mercato. Se non corretti, questi fallimenti del mercato stimolano l’uso eccessivo, che a sua volta porta a perturbazioni o shock economici. Il fallimento del mercato rappresenta anche una perdita economica per i fornitori di biocapacità, che non vengono adeguatamente compensati”, si legge nel comunicato di Global Footprint Network.

Ci sono però, delle soluzioni, ad esempio ridurre del 50% le emissioni di CO2 da combustibili fossili sposterebbe l’Earth Overshoot Day di tre mesi. Per ora, però, i dati non sono incoraggianti: “Stiamo spingendo oltre i limiti del danno ecologico che possiamo permetterci – ha commentato Lewis Akenji, membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network – Siamo ormai a un quarto del XXI secolo e dobbiamo al pianeta almeno 22 anni di rigenerazione ecologica, anche se fermiamo subito qualsiasi ulteriore danno. Se vogliamo ancora chiamare questo pianeta casa, c’è bisogno di un livello di ambizione in termini di adattamento e mitigazione che dovrebbe sminuire qualsiasi investimento storico fatto in precedenza, per il bene del nostro futuro comune”

Se in media, il mondo, è arrivato all’Overshoot day il 24 luglio, l’Italia non registra una performance migliore. Il nostro Paese è arrivato al “giorno del sovrasfruttamento” il 6 maggio. Da oltre due mesi, quindi, siamo in “debito ecologico” con il pianeta. Peggio di noi il Qatar, già in overshoot dal 6 febbraio, seguito da Lussemburgo (17 febbraio) e Singapore (26 febbraio). Gli Stati Uniti sono al nono posto, con l’ Overshoot Day calcolato per lo scorso 13 marzo. Global Footprint Network, ha calcolato che a livello globale stiamo consumando risorse come se avessimo a disposizione quasi due pianeti Terra, 1.75 per la precisione, anche se come spiega Mathis Wackernagel, co-fondatore e membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network, “Per la natura della fisica, il superamento non può durare a lungo. Si risolverà o per una progettazione deliberata o per un disastro imposto”.

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