Impianti di smaltimento e recupero, ecco le nuove BAT

di

Luigi Palumbo
06/09/2018

Nuovi standard di efficienza per ridurre l’impatto ambientale dei grandi impianti di trattamento dei rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi, e puntare così al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi europei in materia di sviluppo sostenibile. Sono quelli contenuti nelle cosiddette BAT, Best Available Techniques, pubblicate nei giorni scorsi sulla gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Le nuove BAT chiariscono quali sono le migliori tecniche e tecnologie applicabili ai processi produttivi e rappresentano un documento chiave per tutti i paesi Ue. Le misure, stima la Commissione europea, interesseranno infatti circa 4mila aziende.

«Le tecniche elencate nella decisione non sono né prescrittive né esaustive – spiega Tiziana Cefis, consulente ambientale per lo studio Te.A. Consulting – e il legislatore europeo precisa che è possibile utilizzare altre tecniche, che garantiscano livello quanto meno equivalente di protezione dell’ambiente. Tuttavia – aggiunge – la decisione fornisce alle autorità nazionali competenti le tecniche di riferimento per stabilire le condizioni di base per rilasciare le autorizzazioni per diverse installazioni IPPC relative ad attività di gestione dei rifiuti. Gli impianti esistenti avranno 4 anni di tempo per adeguarsi alle nuove BAT».

L’obiettivo principale è la riduzione delle emissioni, ma non mancano i riferimenti ad altre questioni ambientali – dall’efficienza energetica a quella delle risorse (con un occhio di riguardo al consumo di acqua e al riutilizzo e recupero dei materiali), fino alla prevenzione degli incidenti, come gli incendi negli stoccaggi, fenomeno che negli ultimi mesi in Italia ha assunto le proporzioni di una autentica emergenza.

Nel documento, che contiene 53 singole conclusioni sulle BAT, si stabiliscono le condizioni di autorizzazione per un ampio ventaglio di processi: smaltimento o recupero di rifiuti pericolosi con capacità di oltre 10 Mg (ovvero tonnellate) al giorno (esclusa la discarica); smaltimento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 50 Mg al giorno (anche in questo caso è esclusa la discarica); recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 75 Mg al giorno; deposito temporaneo di rifiuti pericolosi con capacità totale superiore a 50 Mg; trattamento e gestione indipendente di acque reflue provenienti da un’installazione che svolge una delle attività precedenti. Vengono tra l’altro indicate per la prima volta a livello europeo le migliori tecniche per le emissioni nell’acqua e nell’aria derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti da quello aerobico.

Leggi anche

Il MASE autorizza il progetto del primo impianto per il recupero di terre rare da magneti permanenti

di

Elvira Iadanza

Ravenna, nasce il Comparto Ambientale: 100 milioni per il nuovo polo dei rifiuti industriali

di

Redazione Ricicla.tv

Riciclo plastica, l’Emilia-Romagna scrive al Ministero: “Intervento urgente o rischio collasso”

di

Redazione Ricicla.tv

Materie prime critiche, entro il 2050 il 50% del fabbisogno Ue potrebbe provenire dal riciclo

di

Elvira Iadanza