Presentato alla Camera dei Deputati il rapporto Ecomafie 2025. L’anno scorso sono stati compiuti oltre 40mila illeciti contro l’ambiente
Nel 2024 sono stati compiuti oltre 111 reati ambientali al giorno. E’ questo il dato presentato da Legambiente alla Camera dei Deputati in occasione della pubblicazione del nuovo rapporto Ecomafie 2025.
In totale, lo scorso anno, l’associazione ha registrato 40.590 reati ambientali e 37.186 persone denunciate. Numeri in aumento rispetto al 2023.
Un giro d’affari illegale che vale 9,3 miliardi di euro e che conta 11 clan coinvolti in più rispetto a quelli “censiti” nel report precedente.
Aumentano anche le inchieste per le “tangenti green”, Legambiente ne ha contate 88 dal primo maggio 2024 al 30 aprile 2025, in salita del 17,3% rispetto al 2023. Nel mirino degli inquirenti soprattutto fenomeni corruttivi negli appalti di carattere ambientale che vanno dalla realizzazione di opere pubbliche alla gestione di servizi, come quelli dei rifiuti urbani e la depurazione.
Il settore in cui si concentra la maggior parte dei reati ambientali è quello del cemento con 13.621 reati accertati nel 2024 e con una crescita del 4,7% rispetto al 2023. Si va dall’abusivismo edilizio alla cave illegali fino ai reati connessi agli appalti per opere pubbliche.
Aumentati del 19,9% sull’anno precedente anche i reati legati al ciclo dei rifiuti, dallo sfruttamento di discariche abusive ai traffici illeciti, con oltre 11.166 segnalazioni.
La prima regione per numero di ecoreati – scrive Legambiente – è la Campania con oltre 6mila segnalazioni (il 15% del totale), seguita dalla Puglia (4.146), e dalla Sicilia (3.816). A livello provinciale prima in classifica è Napoli con 2.313 reati e un aumento di quasi il 55% rispetto ai numeri forniti nel 2023. Il capoluogo campano è seguito da Bari con 1.526 illeciti e chiude l’impietoso podio Salerno con 1.321 illeciti penali.
“Abbiamo tenuto la barra dritta sulla legge 68 (quella sugli ecoreati introdotta nel 2015)–nonostante le grandi spinte contrapposte” ha detto il presidente di Legambiente Stefano Ciafani durante la presentazione del rapporto, aggiungendo che: “Lo abbiamo fatto sia nei confronti di chi non voleva la legge perché pensava che facesse chiudere tutta l’industria italiana, in realtà hanno chiuso quelle aziende che inquinavano e che facevano concorrenza sleale alle imprese di serie, e sia nei confronti di coloro che dicevano che se si fosse approvata quella legge ci sarebbe stato un condono per gli inquinatori”.
Questa edizione del rapporto contiene anche 12 proposte per contrastare le illegalità ambientali, che vanno dal rafforzamento delle norme, al monitoraggio, a partire dal recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, il potenziamento dei controlli ambientali, e la definizione di un Piano nazionale contro l’abusivismo.
La pubblicazione 2025 è dedicata al trentennale della scomparsa del capitano di Fregata Natale De Grazia, morto tra il 12 e il 13 dicembre del 1995 mentre indagava sugli affondamenti sospetti nel Mediterraneo di navi con un carico di rifiuti.


