Il governo riscrive l’architettura energetica italiana riaprendo al nucleare dopo lo stop arrivato con il referendum del 1987
L’Italia riapre al nucleare. Dopo lo stop arrivato nel 1987 con un referendum che stabilì la chiusura delle centrali, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Il testo – si legge nel comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio – ha l’obiettivo di intervenire in modo organico sulla produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, inserendola nel ‘mix energetico italiano’ per raggiungere l’indipendenza energetica e gli obiettivi di decarbonizzazione”.
Un disegno di legge che riscrive, in parte, l’architettura energetica italiana. “il governo – si legge – è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, anche mediante codificazione, recanti la disciplina per la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile sul territorio nazionale, anche ai fini della produzione di idrogeno, la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti, la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione, nonché la riorganizzazione delle competenze e delle funzioni in materia, anche mediante riordino e modificazioni della normativa vigente”.
Secondo il governo, l’adozione del disegno di legge delega, arrivata su proposta presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, si pone in linea con il quadro delle politiche europee per il raggiungimento della neutralità climatica del 2050, e punta al raggiungimento dell’indipendenza energetica italiana. “Con questo provvedimento – ha commentato il ministro Pichetto – il Paese si dota di uno strumento fondamentale per guardare al futuro con realismo e ambizione. Vogliamo essere protagonisti delle nuove tecnologie, dagli SMR (piccoli reattori modulari) e AMR (reattori modulari avanzati) fino alla fusione, nel quadro della neutralità tecnologica e della transizione energetica europea. Il nucleare sostenibile e’ una scelta di innovazione, sicurezza e responsabilità verso i cittadini, imprese e verso l’ambiente”.
La delega prevede l’elaborazione di un programma nazionale per il nucleare sostenibile, l’istituzione di un’autorità per la sicurezza nucleare indipendente,il potenziamento della ricerca e la formazione di nuove competenze. Nella bozza del disegno di legge si legge che per l’attuazione degli investimenti sono previsti fondi “nella misura di 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2027, 2028 e 2029”. Previsti anche stanziamenti per campagne di informazione ai cittadini “è autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per l’anno 2025 e di 6 milioni di euro per l’anno 2026”.
“Il provvedimento supera le precedenti esperienze nucleari – si legge nella nota diramata da Palazzo Chigi – e si concentra sull’uso delle migliori tecnologie disponibili”. Il testo, che ha già ricevuto parere favorevole della Conferenza unificata, sarà ora inviato al Parlamento. Oltre al nucleare, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un decreto legge per prorogare il collegio di Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) fino al 31 dicembre 2025.



Dopo due referendum abbrogativi sul nucleare ci provano ancora!!!
Sono vergognosi