Una serie di emendamenti di maggioranza alla manovra propone di escludere consorzi, piccoli imprenditori agricoli e attività professionali dall’obbligo di iscrizione al Rentri. La misura punta a risolvere una delle incoerenze storiche della tracciabilità: soggetti esentati dal registro ma comunque obbligati all’iscrizione e al pagamento del canone. “L’ennesimo balzello”, secondo l’associazione dei dentisti Andi
Escludere consorzi individuali e collettivi, piccoli imprenditori agricoli e attività professionali come dentisti, estetisti e tatuatori dall’obbligo di iscrizione al Rentri. Lo prevedono una serie di emendamenti di maggioranza alla manovra, presentati in commissione Bilancio al Senato, che puntano a modificare il perimetro del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. In particolare, secondo quanto apprende Ricicla.tv, tre proposte identiche a firma Forza Italia e Fratelli d’Italia, una delle quali è nella lista dei segnalati che saranno messi ai voti, sarebbero state caldeggiate anche dal Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di sciogliere quello che da sempre è uno dei nodi più controversi della disciplina del Rentri.
Stando al Testo Unico Ambientale, infatti, i soggetti interessati dalla proposta di modifica possono essere esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico e assolvere all’obbligo di tracciabilità dei rifiuti prodotti con modalità alternative. Nel caso dei consorzi possono valere analoghe evidenze documentali, mentre per le piccole imprese agricole (con volume d’affari inferiore a 8 mila euro annui), le attività professionali non organizzate in forma di imprese come gli studi dentistici o le attività come centri estetici e tatuatori, vale la conservazione dei formulari o dei documenti di conferimento per almeno tre anni. Una deroga applicabile anche ai soggetti che producono rifiuti pericolosi.
L’esenzione dalla tenuta del registro si traduce già, di fatto, in una esenzione dall’invio dei dati al Rentri, ma nonostante questo la disciplina del sistema di tracciabilità ha previsto per i soggetti in questione l’obbligo di iscrizione alla piattaforma e il pagamento del canone annuo. Una previsione che, non giustificata dalla necessità di trasmissione dei dati delle movimentazioni, risulta “inoperativa e quindi inutile”, secondo l’Associazione nazionale dentisti italiani, che per questo la definisce come “l’ennesimo balzello da pagare senza uno scopo specifico”.
Le proposte di modifica presentate in Senato, insomma, puntano a sciogliere il nodo applicativo, oltre che a sollevare le imprese dai costi d’iscrizione al sistema. Un intervento tanto più rilevante alla luce dell’imminente apertura dell’ultimo scaglione di iscrizioni al Rentri, che dal prossimo 15 dicembre coinvolgerà proprio i produttori iniziali di rifiuti pericolosi con meno di dieci dipendenti. Ora l’attesa è per il voto della commissione.



L’ emendamento andrebbe sicuramente approvato perché rispondente alle normative di legge non modificate e il Rentri , trattandosi di un regolamento , non può modificare o imporre regolamenti non rispondenti alla legge
Se viene accettato il fatto che non si iscrivano che rivedano anche le modalità di firma del formulario digitale da parte di questi soggetti