Rentri, no all’esclusione di consorzi, piccoli agricoltori e professionisti

di Luigi Palumbo 27/11/2025

La Commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile per materia l’emendamento che mirava a escludere alcuni piccoli operatori dall’obbligo di iscrizione al Rentri. Rimane quindi invariato il perimetro dei soggetti tenuti a registrarsi dal 15 dicembre. La decisione conferma il quadro normativo vigente, pur lasciando irrisolte alcune criticità applicative segnalate dalle categorie interessate


In manovra non ci sarà il taglio degli iscritti al Rentri. La Commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile per materia l’emendamento alla manovra – presentata da Forza Italia – che avrebbe modificato il perimetro del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, escludendo dall’obbligo di iscrizione consorzi individuali e collettivi, piccoli imprenditori agricoli e attività professionali come dentisti, estetisti e tatuatori. Per le imprese artigiane, nello specifico, resta quindi l’obbligo di iscriversi al sistema a partire dal prossimo 15 dicembre, quando il Rentri aprirà le porte alla terza e ultima tranche di operatori, i produttori iniziali di rifiuti pericolosi con meno di dieci dipendenti. All’appello sono attese circa 200 mila imprese, che dalla data di iscrizione dovranno utilizzare il registro di carico e scarico digitale e inviare i dati al Rentri entro la fine del mese successivo a ogni movimentazione registrata.

L’approvazione dell’emendamento avrebbe sciolto uno dei più controversi nodi applicativi della disciplina Rentri, ovvero il disallineamento tra i soggetti obbligati all’iscrizione e le deroghe in materia di tracciabilità dei rifiuti previste per alcuni di loro dalla normativa nazionale. Stando al Testo Unico Ambientale, infatti, soggetti come i consorzi per il riciclo o i centri estetici possono essere esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico e assolvere all’obbligo di tracciabilità dei rifiuti prodotti con modalità alternative, come la conservazione dei formulari. L’esenzione dalla tenuta del registro si traduce già, di fatto, in una esenzione dall’invio dei dati al Rentri, ma nonostante questo la disciplina del sistema di tracciabilità ha previsto per i soggetti in questione l’obbligo di iscrizione alla piattaforma e il pagamento del canone annuo. Che per questo le associazioni di categoria, come l’Associazione nazionale dentisti italiani, hanno da sempre definito come un “balzello da pagare senza uno scopo specifico”.

Il balzello, insomma, resta. L’emendamento, invece, no. Anche se caldeggiato dallo stesso Ministero dell’Ambiente, infatti, l’intervento è stato dichiarato inammissibile per materia, cioè non compatibile con l’oggetto e le finalità della legge di bilancio. Cosa vera, se si interpreta la legge di bilancio come poco più che una partita doppia dei conti pubblici, un po’ meno vera se si considera il bilancio per quello che dovrebbe essere, vale a dire l’impalcatura sulla quale costruire una visione di sviluppo e di crescita economica. Obiettivo che, in un contesto di risorse limitate, più che per incentivi e bonus passa per la semplificazione della vita delle imprese, e ancora più per l’alleggerimento degli oneri a loro carico. Soprattutto se imposti nella forma di un “balzello da pagare senza uno scopo specifico”. A meno che l’obiettivo non sia quello di fare cassa sempre e comunque.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *