Riciclo organico, i compostatori: “Valorizziamo i nostri prodotti anche in città”

di Elvira Iadanza 02/10/2025

A Roma focus sul recupero del biowaste. Centemero (Cic): “Decliniamo il carbon farming anche in ‘urban’ carbon farming”


“Noi produciamo compost partendo dai rifiuti delle città e abbiamo l’obbligo di valorizzarlo nelle nostre città”, è questo il messaggio principale lanciato da Massimo Centemero, direttore generale del Consorzio italiano compostatori (Cic), nel corso dell’evento ‘Biowaste: Suoli Fertili dalle Città’ che si è tenuto agli Horti Sallustiani a Roma e trasmesso in diretta su Ricicla.tv.

“Nei nostri impianti – ha aggiunto – il 93% dei rifiuti a matrice organica che trattiamo deriva dai centri abitati, e allora perché non declinare il carbon farming in urban carbon farming?”. Il riferimento è al carbon farming, ovvero l’insieme delle pratiche agricole e forestali volte ad aumentare l’assorbimento e lo stoccaggio della CO₂ dall’atmosfera nel suolo e nella vegetazione, riducendo le emissioni di gas serra. Pratiche che includono anche l’utilizzo di fertilizzanti naturali, come il compost.

Seguendo un’ideale traiettoria di circolarità, per il direttore generale del Cic il carbon farming non deve limitarsi alla sola applicazione nel mondo dell’agricoltura, visto che “ci sono i suoli anche nelle nostre città” e che di compost da valorizzare ce n’è tanto. I dati delle raccolte cittadine parlano chiaro: in Italia, in media, vengono intercettate oltre 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici e la raccolta differenziata della frazione umida copre circa il 90% della popolazione con un tasso di raccolta dell’umido domestico che è tre volte superiore alla media europea. Gli impianti autorizzati, spiega il Cic, hanno prodotto 2 milioni di tonnellate di compost, oltre a 475 milioni di tonnellate di biogas, 201 milioni di tonnellate di biometano e oltre 160 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Centemero – è quello di declinare il carbon farming su due direttrici: la prima è la campagna, intesa come agricoltura tradizionale, e la seconda è, appunto, l’utilizzo del compost nei centri abitati”. Mentre la prima applicazione oggi rappresenta il principale sbocco per il compost prodotto dal riciclo organico, la seconda invece è ancora tutta da costruire. Partendo dalle iniziative già adottate in diverse parti d’Italia, come l’utilizzo del compost nei lavori per la realizzazione di una pista ciclabile a Rimini.

La sfida, dicono i compostatori, è quella di trasformare l’urban carbon farming in una best practice adottata dai soggetti pubblici e privati responsabili delle attività di manutenzione del verde urbano. Anche sfruttando leve economiche. “Sarebbe bello trovare meccanismi incentivanti”, ha detto Centemero, secondo cui una strada da percorrere potrebbe essere quella della “norma sulla rigenerazione urbana, che è in Senato in questo momento” e che potrebbe fare da veicolo per “cominciare a lavorare sul tema dell’urban carbon farming, proprio valorizzando l’utilizzo del compost”.

All’evento erano presenti anche rappresentati del mondo politico che hanno accolto con interesse la proposta di incentivazione dell’utilizzo di ammendante organico, “bisogna insistere con tutte le parti politiche per inserire qualcosa in legge di bilancio”, ha sottolineato la deputata del Movimento 5 Stelle, Patty L’Abbate. “Sul carbon farming è importante dare l’esempio, applicarlo in Italia e dare l’esempio anche ai paesi emergenti. Dobbiamo farlo per noi sul nostro territorio europeo per salvaguardare le nostre produzioni, per incentivare la produzione agricola e per incentivare ovviamente la rigenerazione dei suoli all’interno delle città”, ha osservato Massimo Milani di Fratelli d’Italia. “Abbiamo di fronte a noi diverse battaglie, quella politica, e sono convinto che le istituzioni ci daranno una mano, abbiamo la battaglia economica, per ridare valore al nostro settore, c’è quella agronomica e dobbiamo affrontare tutto andando insieme uniti nella stessa direzione”, ha concluso il presidente del Consorzio italiano compostatori Gianpaolo Vallardi.

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