Riciclo plastica, l’Emilia-Romagna scrive al Ministero: “Intervento urgente o rischio collasso”

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Redazione Ricicla.tv
16/06/2026

La Regione Emilia-Romagna chiede al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin un intervento immediato per affrontare la crisi della filiera del riciclo della plastica. Il rallentamento dei ritiri Corepla sta causando accumuli nei centri comprensoriali, con rischi di saturazione e incendi. Senza misure urgenti, avvertono de Pascale e Priolo, anche la plastica correttamente raccolta con la differenziata potrebbe finire a termovalorizzazione


Senza un intervento urgente del Ministero dell’Ambiente i materiali da raccolta differenziata rischiano di finire in inceneritore o, peggio, di innescare incendi negli impianti di trattamento. Mandando in ogni caso letteralmente in fumo il contributo dei cittadini alla costruzione di una filiera circolare. Anche la Regione Emilia-Romagna lancia l’allarme per il rischio di collasso del sistema di riciclo della plastica. L’allarme è contenuto in una lettera inviata dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora all’Ambiente Irene Priolo al ministro Gilberto Pichetto Fratin, in cui si segnala una situazione ormai critica: i ritiri degli imballaggi plastici rallentano, i centri di stoccaggio si riempiono e il rischio è che materiale correttamente raccolto attraverso la differenziata finisca a termovalorizzazione per ragioni di sicurezza e per evitare l’interruzione dei servizi di raccolta.

Alla base della richiesta c’è una crisi che non riguarda solo l’Emilia-Romagna, ma l’intera filiera nazionale del riciclo plastico, stretta tra costi energetici, calo della domanda di materiale riciclato e concorrenza dei polimeri vergini a basso costo provenienti da Paesi extra-Ue. Una vera e propria “tempesta perfetta”, scrive la Regione, chiedendo misure immediate per evitare il blocco operativo degli impianti e un paradosso ambientale: trasformare in rifiuto da smaltire ciò che cittadini e territori hanno raccolto per essere riciclato.

In Emilia-Romagna, avvertono de Pascale e Priolo, gli effetti sono già visibili. A causa delle difficoltà della filiera, scrivono, il consorzio Corepla ha progressivamente ridotto la frequenza dei ritiri degli imballaggi plastici pronti nei centri comprensoriali. Questo sta determinando un accumulo crescente di materiale, con il rischio che gli impianti regionali si avvicinino alla saturazione. Intervistato da Ricicla.tv, anche il presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo ha confermato la gravità della situazione nazionale, paventando il rischio di interruzione dei servizi di raccolta differenziata.

Il nodo, avvertono dall’Emilia-Romagna, non è solo industriale, ma anche di sicurezza. “Considerata la tipologia del rifiuto e il periodo dell’anno caratterizzato da temperature particolarmente elevate – spiegano presidente e assessora – accumulare altra plastica creerebbe una situazione di grave pericolo legata al rischio incendi, in aperto contrasto con le linee guida fornite dallo stesso Ministero e dalle autorità di sicurezza”. La Regione avverte inoltre del rischio di un “paradosso ambientale insostenibile”, visto che “per svuotare i centri ed evitare rischi, si renderà obbligatorio avviare al termovalorizzatore anche i rifiuti plastici raccolti capillarmente e correttamente da cittadine e cittadini attraverso la raccolta differenziata”.

Da qui la richiesta al ministro Pichetto Fratin di misure urgenti e risolutive per tutelare la filiera del riciclo e garantire continuità al sistema di raccolta e trattamento. “Dobbiamo difendere il lavoro fatto in questi anni – concludono de Pascale e Priolo – per declinare in concreto la sostenibilità che ha consentito la creazione di nuove filiere produttive legate al riciclo, tra cui anche i progetti Faro del Pnrr”. Sul tema, vale la pena ricordare, è aperto da diversi mesi un tavolo di crisi al Ministero dell’Ambiente, dal quale tuttavia non sono emerse ancora indicazioni concrete per la gestione di un’emergenza dai profili ogni giorno più preoccupanti.

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