Rifiuti urbani in crescita nell’Ue: prevenzione ancora in ritardo su imballaggi e food waste

di

Redazione Ricicla.tv
08/04/2026

Nel 2024 i rifiuti urbani pro capite nell’Ue tornano a crescere, confermando un trend in contrasto con gli obiettivi di prevenzione. Aumentano i rifiuti di imballaggio rispetto alla baseline 2018, mentre il calo dello spreco alimentare resta ancora marginale rispetto ai target al 2030. Migliorano riciclo e riduzione della discarica, ma la prevenzione a monte resta il nodo critico


Nel 2024 ogni cittadino europeo ha prodotto in media 517 chilogrammi di rifiuti urbani: sei in più rispetto all’anno precedente e ben 38 in più rispetto al 2014. La produzione di rifiuti continua a crescere, mentre le politiche di prevenzione faticano a incidere in modo significativo sui modelli di consumo. Un disallineamento, quello fotografato dagli ultimi dati diffusi da Eurostat, che rende ancora più sfidanti i nuovi obiettivi europei di riduzione dei rifiuti da imballaggio e degli scarti alimentari.

I livelli più elevati di produzione pro capite si registrano in Austria (782 kg), Danimarca (755 kg) e Belgio (699 kg), mentre i valori più bassi si osservano in Romania (305 kg), Estonia (375 kg) e Polonia (387 kg). Differenze che riflettono modelli economici, sistemi di raccolta e, soprattutto, intensità di consumo profondamente differenti. Complessivamente, dal 2014 la produzione di rifiuti urbani è aumentata in venti Stati membri, con incrementi particolarmente marcati in Belgio, Repubblica Ceca e Austria, mentre solo pochi Paesi mostrano segnali di riduzione.

Nel 2023, a fronte di 234,4 milioni di tonnellate generate, la frazione più rilevante è rappresentata dai rifiuti organici (28,8%), seguita dal rifiuto indifferenziato (20,3%). Più distanziate le altre componenti: carta e cartone (13,9%), plastica (7,5%), vetro (6,3%), legno e metalli, ovvero i principali materiali da imballaggio. Se la quota ancora significativa di rifiuto misto indica margini rilevanti di miglioramento nella raccolta differenziata e nella qualità dei flussi, le altre frazioni danno la misura della natura sfidante dei nuovi obiettivi di riduzione dei rifiuti introdotti a livello europeo. Che si concentrano, non a caso, proprio sugli imballaggi e sulla quota di rifiuti organici composta da scarti alimentari.

Stando al nuovo regolamento, l’Ue dovrà ridurre i rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018. Secondo Eurostat, tuttavia, tra 2018 e 2023 il packaging a fine vita, incluso quello generato dalle famiglie, è passato da 173,5 a 186,5 chili pro capite. Va leggermente meglio sul fronte dello spreco alimentare: i dati dell’istituto europeo di statistica indicano che il food waste generato da famiglie e attività di ristorazione, e conteggiato nel flusso dei rifiuti organici, è passato da 71 a 69 chili pro capite tra 2020 e 2023. Una riduzione del 2,9%, che però andrà decuplicata da qui al 2030, anno entro il quale, secondo la recente riforma della direttiva europea sui rifiuti, lo spreco alimentare dovrà essere ridotto del 30% pro capite, rispetto ai livelli del 2020, nella vendita al dettaglio e nel consumo domestico.

I numeri dicono insomma che le politiche europee hanno fin qui inciso più efficacemente sulla gestione a valle che sulla riduzione a monte dei rifiuti urbani. Lo dimostrano i dati sul riciclo dei rifiuti urbani, che ha raggiunto nel 2024 una media di 248 kg pro capite, pari al 48,1% e in aumento rispetto al 43% del 2014, anche se il dato resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente e in ogni caso ancora distante dal target vincolante del 55% al 2025. Decisamente meglio l’andamento dei rifiuti urbani smaltiti in discarica, che tra il 1995 e il 2024 sono diminuiti di 72 milioni di tonnellate, passando da 121 a 50 milioni, con un crollo del tasso di discarica dal 61% al 24%. Una percentuale che andrà più che dimezzata nell’arco dei prossimi 9 anni, per raggiungere l’obiettivo del 10% al 2035 fissato dall’Ue per tutti gli Stati membri.

Leggi anche

DIWASS, l’Italia conferma la deroga per l’allegato VII

di

Luigi Palumbo

L’Italia dice stop alla falsa plastica riutilizzabile

di

Elvira Iadanza

Biometano, via libera definitivo all’estensione delle tempistiche Pnrr

di

Redazione Ricicla.tv

Rifiuti organici, il riciclo migliora ma restano i nodi qualità e impianti

di

Luigi Palumbo