Sal Da Vinci, quando il vincitore di Sanremo parlava di ecoballe sognando “un cielo più azzurro”

di Elvira Iadanza 02/03/2026

Nel 2018, ospite di Ricicla.tv, la voce di ‘Per sempre sì’ aveva partecipato al dibattito sulle ecoballe, tra richieste di trasparenza, piano di smaltimento regionale e riduzione delle sanzioni europee. Un racconto che lega il destino della Campania al percorso, ancora aperto, di risanamento ambientale del territorio


“Ho sempre sognato su Napoli e la Campania un cielo più azzurro”. Una frase che oggi, dopo la vittoria alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo con la canzone ‘Per sempre sì’, suona quasi come una dichiarazione programmatica. Sal Da Vinci ha conquistato l’Ariston riportando Napoli in vetta al Festival dopo molti anni (26, per la precisione), mettendo al centro della scena nazionale la tradizione musicale partenopea e l’orgoglio di un’intera terra.

Il trionfo a Sanremo rappresenta il punto più alto di una carriera costruita con coerenza e passione, spingendosi spesso con coraggio ben oltre i confini del palcoscenico e della scena musicale. Come quando nel 2018 Da Vinci, invitato dalla nostra testata, aveva accettato di partecipare al talk ‘Ambiente e territorio’, realizzato in collaborazione con il quotidiano Roma e il canale tv Ottochannel, nella puntata dedicata al caso ecoballe in Campania, la montagna di oltre 5 milioni di tonnellate di pattume impacchettato lasciata in eredità dagli anni bui dell’emergenza rifiuti.

“Mostri” – così li aveva definiti – rimasti per anni sul territorio in attesa di un piano di smaltimento. Un’attesa prolungata, che ha alimentato la paura degli abitanti costretti a convivere con uno scempio ambientale di proporzioni monumentali, in territori già segnati da fenomeni di gestione illecita e smaltimento abusivo. “Cittadini come quelli di Giugliano, Caivano o Acerra – aveva detto – che vivono con un punto interrogativo sotto il cuscino”.

Nel corso del talk, Sal Da Vinci aveva messo al centro i temi della trasparenza e della corretta comunicazione, parlando di una popolazione “spesso poco informata”, allo stesso tempo segnata da “problemi di salute di cui non si conoscono con certezza le cause” e rivendicando il diritto, da cittadino, di avere chiarezza sui potenziali impatti ambientali e sanitari delle ecoballe, ma anche sui tempi e le modalità della rimozione.

Alle parole dell’allora assessore regionale all’ambiente Fulvio Bonavitacola, che aveva illustrato il piano di smaltimento – un intervento da centinaia di milioni di euro, tuttora in corso – il vincitore del Festival di Sanremo aveva risposto con cauto ottimismo: “mi piace pensare positivo – aveva detto – spero che il nostro territorio venga liberato al più presto”. A quasi otto anni da quel talk, anche se non tutte le ecoballe sono state rimosse – la fine dei lavori è prevista tra 2028 e 2029 – la Commissione europea ha premiato gli sforzi della Campania tagliando di due terzi le multe quotidiane comminate dal 2015.

“Napoli e la Campania – aveva detto – oggi sono invase dai turisti, segno che c’è una ripresa forte”, che alla cartolina dell’orrore, quella dell’emergenza rifiuti che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo, oggi si oppone “l’immagine di un popolo che reagisce in positivo, che propone bellezza. Dobbiamo continuare a lottare per il futuro di questa terra. Un futuro, vero, azzurro, di eterna bellezza”.

Con la vittoria alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, quel sogno di un cielo più azzurro sopra Napoli e la Campania si intreccia con il successo di un artista che non ha mai smesso di raccontare la sua terra. Tra musica, spettacolo e un pizzico di impegno civile, Sal Da Vinci conferma la volontà di essere non solo interprete di canzoni, ma voce di una comunità che guarda con la forza della speranza a un futuro a cui rispondere ‘per sempre sì’.

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