La stretta della Cina sull’export di magneti e Ree spinge l’Europa ad accelerare sull’indipendenza per l’approvvigionamento. La presidente della Commissione Ue: “Si parte dall’economia circolare per sfruttare le materie prime critiche nei prodotti venduti nel nostro Continente”
La Commissione europea sta lavorando al piano ReSourceEu per “garantire all’industria europea l’accesso a fonti alternative di materie prime critiche, nel breve, medio e lungo periodo”. Ad annunciarlo è stata Ursula von der Leyen nel corso del Berlin Global Dialogue. L’accelerazione dell’Unione europea nasce in risposta alla recente stretta della Cina sui controlli per l’esportazione delle terre rare e dei materiali necessari per realizzare le batterie.
Mentre da un lato Pechino cerca di rafforzare la sua posizione egemone nell’estrazione, raffinazione e commercio delle risorse indispensabili per digitale, aerospazio, difesa e rinnovabili, l’Ue corre ai ripari e lo fa partendo dal riciclo. “Si parte dall’economia circolare, non solo per ragioni ambientali, ma per sfruttare le materie prime critiche già presenti nei prodotti venduti in Europa – ha spiegato la presidente della Commissione Ue a Berlino – Alcune aziende riescono a riciclare fino al 95% delle materie prime critiche contenute nelle batterie: questo significa recuperare risorse preziose, ridurre gli sprechi e promuovere una gestione sostenibile dei materiali”.
Il piano annunciato da von der Leyen si inserirà nel solco già tracciato dal Critical Raw Materials Act, il piano per aumentare l’autonomia dell’Ue puntando, tra l’altro, a soddisfare con il riciclo il 25% del fabbisogno interno entro il 2030. Ma la nuova strategia guarderà anche al piano RePowerEu, nato con l’obiettivo di ridurre fino ad azzerare la dipendenza del Vecchio Continente dal gas russo. “Che si tratti di energia o materie prime, difesa o digitale, l’Europa deve puntare alla propria indipendenza. E questo è il momento per farlo”, ha sottolineato von der Leyen nel corso del suo intervento. Per perseguire l’autonomia strategica dell’Ue “punteremo su tutto – ha detto von der Leyen – dagli acquisti congiunti all’accumulo strategico, dagli investimenti in progetti europei di estrazione e raffinazione delle materie prime, fino alla creazione di partenariati con Paesi come Ucraina, Australia, Canada, Kazakistan, Uzbekistan, Cile o Groenlandia”.
La necessità dell’Unione di recuperare sul terreno dei minerali critici e strategici è evidente dalle percentuali di dipendenza dalla Cina. Oltre il 90% del nostro consumo di magneti e Ree (Rare Earth Elements), infatti, dipende direttamente da Pechino, che nello scontro geopolitico con gli Stati Uniti sta mettendo in difficoltà anche il mercato europeo. “Le decisioni annunciate dal governo cinese il 9 ottobre rappresentano un rischio significativo. Minacciano la stabilità delle catene globali di approvvigionamento e avranno un impatto diretto sulle imprese europee – evidenzia von der Leyen che ha concluso – servirà un nuovo modo di pensare, un atteggiamento di urgenza, indipendenza e coraggio”. La corsa europea alle materie prime critiche è diventata una priorità strategica per la tenuta dell’industria dell’Unione.


