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Tracciabilità dei rifiuti, al via i tavoli tecnici con le software house

L’emergenza coronavirus non rallenta i lavori per la messa a punto del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, che procedono spediti e anzi potrebbero dare a breve i primi frutti: entro i primi sei mesi del 2021 potremmo infatti finalmente vedere in funzione il nuovo sistema, anche se in modalità sperimentale. Lo garantisce l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che con il Ministero dell’Ambiente ed Ecocerved (la società informatica delle Camere di Commercio) sta curando lo sviluppo della nuova piattaforma, il RenTri, integrato nel Registro Elettronico Nazionale istituito a seguito della conversione del Decreto Legge n. 135/2018 e della contestuale abolizione del Sistri.

Proprio per definire al meglio i tempi e le modalità della sperimentazione sono ripartiti la scorsa settimana al Ministero di via Cristoforo Colombo i tavoli tecnici di confronto tra Ecocerved e i rappresentanti delle software house produttrici di applicativi gestionali dedicati agli operatori del mondo dei rifiuti, che dovranno interfacciarsi con la nuova piattaforma. «Stiamo predisponendo un prototipo – ha spiegato qualche giorno fa Pierluigi Altomare, segretario dell’Albo, in occasione dell’edizione digitale di Ecomondo – per sciogliere alcuni nodi come ad esempio il set di dati che dobbiamo richiedere o le tempistiche per la comunicazione al sistema dei dati relativi ai formulari o ai registri di carico e scarico».

Stando a una stima di Ecocerved, saranno oltre 353mila i soggetti che saranno gradualmente chiamati ad interagire con il sistema informatico, tra produttori, trasportatori, intermediari e impianti di trattamento, per circa 49mila viaggi al giorno e 192,2 milioni di tonnellate di rifiuti movimentate ogni anno. Saranno proprio i dati sulle movimentazioni, acquisiti in maniera asincrona a valle della compilazione dei nuovi modelli digitali di registri e formulari di identificazione, a rappresentare il cuore del sistema. Una autentica ibridazione tra gestione dei rifiuti e raccolta dei dati, decisamente lontana dalla logica del vecchio Sistri, che calò dall’alto come un monolite sulla vita delle imprese con logiche di funzionamento che poco e male si adattavano all’operatività dei soggetti obbligati. «Non esisterà più un sistema parallelo, o un regime di doppio adempimento – ha chiarito Francesco Mancini, componente della Segreteria del Comitato Nazionale – ma un’integrazione tra il nuovo sistema e gli adempimenti ambientali (registri e formulari) che letti in maniera sinergica forniranno alle amministrazioni e agli enti di controllo un flusso di dati utili sia da un punto di vista di controllo quanto da un punto di vista di contabilità ambientale».

Non uno strumento di “intelligence” come doveva essere il Sistri insomma, ma un sistema di raccolta e contabilizzazione dei dati relativi alle movimentazioni di rifiuti sul territorio nazionale, utile non solo a controllare il percorso dei flussi, ma anche a realizzare una fotografia fedele del sistema, sottolineandone i punti di forza e di debolezza e restituendo ai policy maker di ogni livello informazioni preziose per pianificare interventi infrastrutturali e gestionali. «Non sarà un “grande fratello” – ha garantito il Presidente dell’Albo nazionale gestori ambientali Eugenio Onori – ma uno strumento che siamo sicuri farà fare un salto di qualità all’intero sistema nazionale di gestione dei rifiuti».

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