Tracciabilità dei rifiuti, le imprese: “Con RENTRi si volta finalmente pagina”

Sensazioni positive all’alba della fase sperimentale per il prototipo del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Il plauso di CNA e Confartigianato: “Pronti ad una nuova era dopo il Sistri”

Del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, il RENTRi, si sa ancora poco, ma quel poco che si sa incassa il plauso degli operatori. Anche perché quello che è sicuro è che prima che la piattaforma entri definitivamente nella vita delle aziende ci sarà modo di conoscerla da vicino e di sperimentarne le funzionalità su un prototipo che dovrebbe vedere la luce entro la fine dell’anno. Una “forma di discontinuità rispetto al passato – scrive la CNA in una nota – mirata a definire, anche con le organizzazioni delle imprese, criteri e modalità operative del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, nonché la digitalizzazione di registri e formulari, necessari a mettere definitivamente in archivio la pessima esperienza del Sistri”.

Archiviata per sempre l’esperienza del Sistri nel 2019, sta per iniziare una nuova era nella tracciabilità dei rifiuti” rilancia Confartigianato. Parole che ben restituiscono la misura di quanto, attorno al nuovo progetto, ci sia più fiducia che diffidenza. Non era impresa facile dopo i dieci anni della parentesi Sistri, che sul finire del 2009 piombò nella vita delle imprese costringendole da allora a fare i conti con i limiti operativi, tecnologici e burocratici di un sistema il cui concepimento, blindato dal ‘segreto industriale’, sembrò all’epoca non aver tenuto in minima considerazione le esigenze degli operatori di settore. Un’esperienza che brucia nel ricordo dei soggetti obbligati, molti dei quali ancora oggi tremano al solo sentir pronunciare l’espressione ‘sistema informatico di tracciabilità’.

Una pagina che le imprese sono oggi pronte a lasciarsi alle spalle, forti anche delle garanzie offerte dal legislatore. “Con il recepimento del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, ed in particolare con l’entrata in vigore del D.Lgs116/2020 – spiegano CNA e Confartigianato – abbiamo chiesto ed ottenuto che il nuovo sistema prevedesse costi contenuti, fosse interoperabile con i sistemi gestionali esistenti e che il suo avvio fosse preceduto da una graduale sperimentazione“. Ecco perché le due sigle datoriali non si sono fatte attendere, e all’invito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che per conto del Ministero della Transizione Ecologica coordinerà la sperimentazione del prototipo del RENTRi, hanno risposto entrambe proponendo ciascuna un elenco di circa 30 aziende, “per monitorare le diverse fasi di test e definire, a valle, il quadro regolatorio necessario a introdurre finalmente un sistema di tracciabilità dei rifiuti trasparente, efficace e di semplice attuazione da parte delle imprese”, conclude CNA.

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