Rifiuti organici, così la comunicazione mirata migliora qualità e quantità della raccolta

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Redazione Ricicla.tv
28/07/2026

La campagna ‘Coltiviamo oggi il compost di domani’, realizzata nell’astigiano nell’ambito del progetto europeo CirBioWaste, ha coinvolto circa 860 utenze per migliorare la raccolta dei rifiuti organici. I controlli hanno evidenziato criticità diffuse: il 30% dell’umido finisce ancora nel secco residuo e una quota analoga di sacchetti utilizzati è in plastica tradizionale. L’informazione personalizzata ha però prodotto risultati concreti, con aumenti fino al 30% dell’organico raccolto e un miglioramento della qualità dei conferimenti.


Una comunicazione diretta, personalizzata e continuativa può produrre miglioramenti rapidi nella raccolta differenziata dei rifiuti organici. È quanto emerge dalla campagna di sensibilizzazione ‘Coltiviamo oggi il compost di domani’, realizzata nell’ambito del progetto europeo CirBioWaste e promossa dal Consorzio Italiano Compostatori CIC in collaborazione con GAIA Spa, con il supporto del Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell’Astigiano, di ERICA Soc. Coop. e delle amministrazioni comunali di Canelli, Castagnole delle Lanze e Scurzolengo.

CirBioWaste è cofinanziato dal Programma Interreg Euro-MED dell’Unione europea e punta a favorire l’adozione di strategie comunali innovative e sostenibili per la gestione dei rifiuti organici urbani nei territori del bacino del Mediterraneo. Il CIC, partner italiano del progetto, ha individuato nella provincia di Asti una delle aree pilota a livello nazionale, anche in vista del prossimo affidamento tramite gara pubblica del servizio di raccolta dei rifiuti sull’intero bacino astigiano. L’iniziativa, finalizzata a migliorare l’efficienza della filiera di riciclo della frazione organica, ha coinvolto circa 860 utenze domestiche attraverso controlli sui conferimenti e attività di informazione rivolte direttamente ai cittadini.

Se raccolti correttamente, i rifiuti organici possono essere trasformati in compost e restituiti ai suoli sotto forma di ammendante, contribuendo a migliorarne la fertilità e a rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli. Una funzione che assume particolare rilievo in un contesto caratterizzato dall’instabilità dei mercati internazionali e dalla crescente necessità di valorizzare le risorse disponibili a livello locale. Perché il processo di riciclo sia efficiente e sostenibile, anche sotto il profilo economico, i rifiuti in ingresso negli impianti di recupero devono presentare bassi tassi di impurità. I dati nazionali, e le verifiche sul campo, raccontano tuttavia una storia diversa.

Il progetto si è articolato in due fasi di monitoraggio dei contenitori destinati alla frazione organica e al secco residuo. Le rilevazioni sul territorio, insieme alle analisi merceologiche effettuate presso l’impianto di GAIA Spa, hanno confermato la presenza di alcune criticità strutturali. Circa il 30% della frazione organica continua a essere conferito nel secco residuo, una percentuale indicata come in linea con la media nazionale. Una quota significativa di materiale potenzialmente riciclabile viene così sottratta al recupero e destinata a forme di gestione più costose e meno efficienti.

La presenza di impurità nella raccolta dell’umido rappresenta un’ulteriore criticità. Secondo i dati diffusi nell’ambito del progetto, ogni materiale estraneo introdotto nel processo di trattamento può generare una quantità di scarti quasi tripla rispetto al proprio peso iniziale, trascinando con sé anche parte della sostanza organica che potrebbe essere recuperata. Le conseguenze riguardano sia l’efficienza degli impianti sia i costi complessivi del sistema: ogni chilogrammo di rifiuto organico conferito nell’indifferenziato comporterebbe costi di smaltimento superiori del 102% rispetto a quelli necessari per il recupero.

Le analisi hanno inoltre rilevato che circa il 30% dei sacchetti utilizzati per la raccolta dell’umido è ancora costituito da plastica tradizionale, anziché da materiale compostabile certificato. Un errore che complica le operazioni di trattamento, aumenta la quantità di scarti da smaltire e può incidere negativamente sulla qualità del compost prodotto.

I risultati della campagna mostrano che il quadro può migliorare quando ai controlli viene affiancata un’attività di informazione mirata. Dopo la prima rilevazione, le utenze hanno ricevuto una comunicazione cartacea con indicazioni pratiche per migliorare la qualità della differenziata, un cartellino ispirato al sistema del triage: verde in caso di conferimento corretto, giallo in presenza di errori facilmente correggibili e rosso per i conferimenti non conformi.

Il secondo controllo ha quindi consentito di misurare l’efficacia dell’attività informativa e di verificare l’eventuale adozione di comportamenti più virtuosi. In uno dei tre comuni coinvolti, tra il primo e il secondo monitoraggio è stato registrato un aumento dell’8% dei cartellini verdi e una crescita del 20% della quantità di organico raccolto. In un altro comune, l’incremento della frazione organica intercettata ha raggiunto il 30%.

I dati indicano quindi che una comunicazione puntuale, accompagnata dal monitoraggio dei conferimenti e dalla restituzione dei risultati ai cittadini, può incidere in tempi brevi sia sulla qualità sia sulla quantità della raccolta differenziata. La continuità delle iniziative informative resta però un elemento decisivo per consolidare nel tempo i comportamenti corretti e migliorare l’efficienza complessiva della filiera.

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