Dalla rimozione dei rifiuti alla messa in sicurezza dei siti contaminati, prende forma il cronoprogramma degli interventi nella Terra dei Fuochi. Il commissario Vadalà fa il punto sulle attività: 5 mila tonnellate di rifiuti rimosse da maggio 2025, a fronte di 33 mila stimate. Entro dicembre previsti nuovi interventi a Giugliano, mentre il Governo mette a disposizione ulteriori risorse fino a 200 milioni di euro
Cinquemila tonnellate di rifiuti rimosse da maggio 2025, a fronte di un quantitativo complessivo stimato in 33 mila tonnellate. E un cronoprogramma che prevede, entro dicembre, l’avvio di nuovi interventi di messa in sicurezza a Giugliano, con la realizzazione di 20 pozzi per l’estrazione del percolato. La bonifica della Terra dei Fuochi prova ad accelerare, sostenuta anche dalle risorse fino a 200 milioni di euro destinate dal Governo agli interventi di risanamento ambientale nelle province di Napoli e Caserta, attraverso il decreto-legge 177/2026.
A fare il punto sullo stato delle attività è stato il generale Giuseppe Vadalà, commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, nel corso di una serie di sopralluoghi effettuati insieme alla consigliera regionale della Campania di Fratelli d’Italia, Lea Romano. Un tour tra alcuni dei luoghi simbolo dell’emergenza ambientale campana, organizzato per verificare l’avanzamento degli interventi, le criticità ancora da affrontare e le prospettive di recupero dei territori.
“Lo stanziamento del Governo è fondamentale per dare concretezza agli interventi e superare ritardi che per troppo tempo hanno penalizzato i territori. Il nostro obiettivo è trasformare le risorse disponibili in cantieri e risultati tangibili per i cittadini. Da maggio 2025 ad oggi sono state portate via 5 mila tonnellate di rifiuti. Le tonnellate stimate sono 33 mila. Siamo fiduciosi nel lavoro che stiamo portando avanti e nelle risorse stanziate”, ha dichiarato Vadalà.
Il rafforzamento finanziario è arrivato con il decreto-legge 8 ottobre 2026, n. 177, che destina fino a 200 milioni di euro alle attività di risanamento e bonifica della Terra dei Fuochi affidate alla struttura commissariale. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre, rafforza il quadro degli strumenti a disposizione del commissario, già incaricato nel 2025 di coordinare le operazioni di bonifica nelle aree contaminate delle due province.
Tra le prossime scadenze figura Giugliano in Campania, dove entro dicembre è previsto l’avvio delle operazioni di messa in sicurezza, accompagnate dalla realizzazione di 20 pozzi destinati all’estrazione del percolato, uno degli elementi di maggiore criticità ambientale nei siti interessati dalla presenza di rifiuti. Si tratta di un intervento particolarmente significativo in un territorio che ospita alcune delle discariche più problematiche della Terra dei Fuochi e che da anni attende il completamento delle operazioni di risanamento.
Il programma comprende anche due siti nel territorio di Aversa, dove alle attività di recupero ambientale si affianca la prospettiva di una riqualificazione funzionale delle aree, con la possibile realizzazione di una pista di atletica e di una caserma dei Carabinieri. Interventi sono previsti anche nell’area di Lo Uttaro, nel Casertano, altro luogo simbolo delle criticità legate alla gestione dei rifiuti.
Tra le tappe dei sopralluoghi anche Calabricito, nel territorio di Acerra, una discarica estesa su circa 25 mila metri quadrati, segnata da una lunga storia di abbandono e degrado ambientale. Nell’area è già stata effettuata la caratterizzazione dei suoli, mentre il programma prevede ulteriori approfondimenti, operazioni di rimozione dei rifiuti e interventi finalizzati alla messa in sicurezza. La visita ha interessato anche il sito di Agrimonda, a Mariglianella, un’altra delle aree interessate dalle attività di risanamento.
Nel corso della giornata del 20 ottobre era prevista, inoltre, la riapertura della galleria di Arzano, trasformata nel tempo in un luogo di deposito abusivo dei rifiuti. Un intervento di recupero che si inserisce nel più ampio programma di contrasto all’abbandono e all’accumulo illecito di materiali sul territorio.
Il lavoro della struttura commissariale si colloca anche nel percorso avviato dall’Italia per rispondere alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 gennaio 2025, che ha accertato gravi carenze nella gestione dell’emergenza Terra dei Fuochi e nella protezione delle popolazioni esposte ai rischi ambientali. Tra le misure richieste, la definizione di una strategia complessiva di risanamento, il monitoraggio delle attività e la disponibilità di informazioni accessibili ai cittadini. Nel marzo 2026 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha riconosciuto i progressi compiuti dall’Italia sul piano della governance, della programmazione degli interventi e dei controlli, pur restando centrale la verifica della loro effettiva attuazione.
Proprio la trasparenza sull’avanzamento delle bonifiche è stata richiamata dalla consigliera regionale Lea Romano, promotrice dei sopralluoghi. “I cittadini hanno diritto di conoscere lo stato degli interventi, i tempi previsti e i risultati raggiunti. È fondamentale lavorare in modo pragmatico con il Governo e con la struttura commissariale, verificando direttamente sui territori l’avanzamento delle operazioni e le criticità ancora da superare. Gli incendi e gli attacchi ambientali ci ricordano che non possiamo abbassare la guardia. La tutela della salute e la restituzione di territori sicuri alle comunità devono essere una priorità assoluta”, ha dichiarato.
A ricordare quanto il percorso di risanamento sia ancora complesso sono anche i recenti incendi che hanno interessato siti di rifiuti ad Airola e Taverna del Re, a Giugliano, richiamati nella nota a conferma della necessità di affiancare alle bonifiche un rafforzamento delle attività di controllo e prevenzione degli illeciti ambientali.
La sfida, adesso, è trasformare le risorse finanziarie e la programmazione degli interventi in risultati verificabili, rispettando le scadenze e assicurando continuità alle operazioni di rimozione dei rifiuti e di messa in sicurezza dei siti contaminati. Con un obiettivo che va oltre la semplice eliminazione delle situazioni di degrado: restituire alle comunità della Terra dei Fuochi territori risanati e, dove possibile, nuove opportunità di utilizzo delle aree recuperate.






