Unirima ha incontrato Arera nell’ambito delle consultazioni sull’energia e l’ambiente, portando all’attenzione dell’Autorità i principali nodi della filiera del riciclo. Al centro del confronto libera concorrenza, corretta applicazione degli impianti minimi, semplificazione autorizzativa e rafforzamento della dotazione impiantistica
Libera concorrenza nel trattamento dei rifiuti, corretta applicazione del regime degli ‘impianti minimi’, semplificazione autorizzativa e rafforzamento della capacità impiantistica per gli scarti non riciclabili. Sono questi i principali temi portati da Unirima al tavolo con Arera nell’ambito del ciclo di consultazioni avviato dall’Autorità su energia e ambiente, in un confronto che si inserisce nel più ampio dibattito sull’equilibrio del sistema regolato e sulla sostenibilità economica della filiera del riciclo.
Nel corso dell’incontro, l’associazione delle imprese attive nella raccolta, recupero, riciclo e commercializzazione della carta da macero e di altri materiali recuperabili ha richiamato l’attenzione sui nodi strutturali del comparto che, secondo il settore, rischiano di incidere sulla competitività del mercato e sull’efficienza industriale della filiera.
Uno dei punti centrali evidenziati da Unirima riguarda la necessità di garantire il pieno rispetto del principio di libera concorrenza nelle attività di trattamento e recupero dei rifiuti. L’associazione ha messo in guardia rispetto a possibili estensioni dei regimi di privativa oltre il perimetro del servizio pubblico, ritenute potenzialmente in grado di comprimere gli spazi di mercato e generare inefficienze lungo la filiera.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’istituto degli “impianti minimi”, tema già al centro del confronto regolatorio degli ultimi anni. Secondo Unirima, una corretta applicazione dello strumento sarebbe essenziale per evitare distorsioni concorrenziali, favorendo al contempo una più efficiente allocazione dei flussi di rifiuti e degli investimenti infrastrutturali.
Nel confronto con Arera è emersa inoltre la questione autorizzativa. L’associazione ha indicato come prioritaria la semplificazione delle procedure di rinnovo delle autorizzazioni per gli impianti di recupero, considerata un passaggio necessario per sostenere la competitività delle imprese e accelerare gli interventi di ammodernamento tecnologico.
Altro nodo segnalato riguarda la carenza di impianti destinati alla gestione degli scarti non riciclabili. Secondo Unirima, il sistema continua a presentare forti squilibri territoriali, che si riflettono anche sui costi di trattamento e sulla capacità complessiva della filiera di garantire continuità operativa ed efficienza economica.
Nel quadro delle dinamiche di mercato, l’associazione ha infine richiamato l’esigenza di mantenere un equilibrio tra domanda e offerta anche attraverso l’accesso ai mercati internazionali, considerato un elemento funzionale alla stabilità del sistema del riciclo. Unirima ha espresso apprezzamento per l’avvio del percorso di consultazione da parte di Arera, auspicando che il confronto possa contribuire alla definizione di un assetto regolatorio orientato a efficienza, concorrenza e sostenibilità economica della filiera.





