Tracciabilità dei rifiuti, Rentri al via per 200 mila imprese

di Redazione Ricicla.tv 12/12/2025

Il Rentri entra nella fase decisiva con l’avvio, dal 15 dicembre, dell’ultima finestra di iscrizione che coinvolge i piccoli produttori di rifiuti pericolosi. Preoccupano criticità organizzative, carenze di competenze e una scarsa conoscenza della normativa, soprattutto tra le microimprese, mentre si avvicina lo switch definitivo al formulario elettronico nel febbraio 2026


Dagli opifici artigianali alle officine meccaniche di manutenzione e riparazione, l’Italia delle piccole e piccolissime imprese è chiamata alla prova della nuova tracciabilità informatica dei rifiuti. Sono circa 200 mila, si stima, le attività economiche che dalla prossima settimana dovranno abbandonare progressivamente carta e penna per passare alla tenuta digitale degli adempimenti, secondo le regole del nuovo sistema Rentri, arrivato al terzo e ultimo scaglione di iscrizioni. Dopo grandi imprese, gestori ambientali e produttori tra 50 e 10 dipendenti, dal prossimo 15 dicembre scatterà l’obbligo di iscrizione per i produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti.

Dalla data di accreditamento alla piattaforma anche queste imprese dovranno tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti esclusivamente in modalità digitale, utilizzando i servizi gratuiti del portale Rentri o software interoperabili. I dati andranno trasmessi al sistema entro la fine del mese successivo a ogni registrazione. Ma l’attivazione dei registri digitali sarà solo il primo passo, Lo ‘switch day’ finale arriverà infatti il 13 febbraio 2026, quando si chiuderà il terzo scaglione di accrediti alla piattaforma. A quel punto tutti gli iscritti al Rentri, vecchi e nuovi, dovranno abbandonare definitivamente il formulario di identificazione dei rifiuti cartaceo e passare al nuovo modello digitale.

Secondo i dati dell’Albo nazionale gestori ambientali, sono già oltre 160 mila gli operatori iscritti al Rentri – per circa l’80% produttori iniziali di rifiuti – che utilizzano il registro digitale e hanno trasmesso circa 70 milioni di registrazioni. Più di 48 mila imprese hanno meno di 10 dipendenti, segno che molti operatori hanno anticipato l’obbligo. Resta il fatto che con l’ultima finestra di iscrizioni potrebbero entrare nel sistema più imprese di quante ne siano già entrate finora. Quello che si apre sarà quindi il vero stress test del Rentri.

A rendere complesso l’ultimo miglio non è solo il numero degli operatori coinvolti, ma anche la natura del processo, che richiede competenze e strumenti digitali. Secondo il Digital Intensity Index di Eurostat, però, nel 2023 solo il 58,7% delle imprese italiane tra 10 e 50 dipendenti ha raggiunto un livello almeno basico di alfabetizzazione digitale, e tra le microimprese la propensione alla digitalizzazione potrebbe essere ancora minore.

I nuovi iscritti dovranno registrarsi sulla piattaforma, utilizzare il registro digitale dalla data di iscrizione e, dal 13 febbraio 2026, gestire anche il formulario digitale, sostituendo i modelli cartacei fin qui compilati a mano o delegati a terzi (soprattutto a consulenti e trasportatori) con strumenti digitali gestiti tramite software o servizi online. Anche con Rentri resta possibile delegare parte degli adempimenti, ma non tutti: la firma digitale dei registri e dei formulari e l’invio in conservazione sostitutiva, ad esempio, restano sempre in capo all’azienda.

Per molte imprese sarà un salto organizzativo e culturale, che richiederà competenze e consapevolezza normativa. Eppure “ancora oggi, soprattutto tra i produttori, c’è scarsa consapevolezza delle disposizioni del Testo unico ambientale in materia di rifiuti” ha spiegato a Ricicla.tv Tiziana Cefis, consulente ambientale. In questo scenario “le vere difficoltà arriveranno con l’ingresso degli operatori più piccoli – ha detto Cefis – e ancora più con la partenza del formulario digitale”. Il 13 febbraio 2026 segnerà infatti uno spartiacque per l’intero sistema. Dopo l’addio ai registri cartacei, anche il formulario di identificazione dei rifiuti, che accompagna i trasporti dal luogo di produzione dei rifiuti all’impianto di trattamento, diventerà completamente digitale per tutti gli iscritti al Rentri.

Va detto che già dal 13 febbraio scorso i fir devono essere generati e vidimati esclusivamente online, tanto che secondo Ecocerved a oggi sono stati prodotti in digitale oltre 30 milioni di formulari, ma il processo non è ancora completato. Ancora oggi i fir vengono firmati a mano, mentre dal prossimo 13 febbraio gli x-fir dovranno essere sia compilati che firmati in via esclusivamente digitale da tutti i soggetti coinvolti nella movimentazione dei rifiuti, anche in mobilità, con dispositivi come smartphone e tablet. Visto che l’adempimento è collaborativo, senza un pieno allineamento operativo tra produttori, trasportatori e impianti, il rischio è quello di rallentamenti e inceppamenti nelle filiere. A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che molti produttori non obbligati al Rentri continueranno a utilizzare formulari cartacei. “Trasportatori e impianti dovranno essere in grado di operare in entrambe le modalità – ha chiarito Cefis – l’impatto sui processi aziendali sarà potentissimo”.

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