ANCI-Conai, i primi allegati tecnici inaugurano il nuovo regime per carta e acciaio

di

Luigi Palumbo
26/05/2026

Con i nuovi allegati tecnici per carta e acciaio entra nella fase operativa l’Accordo quadro imballaggi 2025-2029. Aumentano i corrispettivi per Comuni e gestori, ma cresce anche il peso della qualità, della tracciabilità e delle prestazioni industriali nella valorizzazione dei flussi raccolti. Un modello che punta a spingere il sistema italiano del riciclo verso una governance sempre più industriale ed efficiente


Corrispettivi maggiorati per coprire i costi della raccolta, più attenzione alla qualità dei flussi della differenziata per rispondere alle esigenze delle filiere del riciclo. Prende forma la fase operativa del nuovo sistema di gestione degli imballaggi conferiti al servizio pubblico. Dopo l’entrata in vigore della parte generale dell’accordo di programma quadro nazionale – che nel periodo 2026-2029 regolerà i rapporti tra consorzi, enti locali e gestori del servizio – dal 1 maggio 2026 sono partiti anche i primi due allegati tecnici di settore, quelli dedicati a carta e acciaio. E il quadro che emerge restituisce la misura di un sistema che, pur in continuità con il recente passato, entra in una nuova fase sia sotto il profilo economico che operativo.

La prima novità, comune ai due allegati, riguarda l’aumento dei corrispettivi riconosciuti dai consorzi ai Comuni e ai soggetti convenzionati. Nel caso della carta, l’intesa tra Anci e Comieco porterà il valore degli imballaggi cellulosici dai 157 euro a tonnellata del 2026 fino a 170 euro nel 2029, contro i 128 euro previsti dall’ultimo anno del precedente accordo. Per l’acciaio, la fascia qualitativa ‘eccellenza’ riconosciuta da Ricrea passerà invece dai 139 euro del 2024 a 164 euro a tonnellata nel 2026, fino a 175 euro nel 2029. Maggiorati anche i corrispettivi per le frazioni derivanti dal trattamento dei rifiuti indifferenziati e delle ceneri pesanti da incenerimento. Incrementi che si inseriscono nella nuova impostazione dell’accordo quadro nazionale, fondata sulla copertura dell’80% dei ‘costi efficienti’ del servizio. Il vecchio criterio dei ‘maggiori oneri’ lascia così progressivamente spazio a un modello in cui il riconoscimento economico è sempre più collegato da un lato alla qualità dei flussi e dall’altro alle prestazioni industriali della filiera.

Nel comparto carta, il nuovo allegato fotografa una trasformazione ormai evidente della raccolta urbana. La quota convenzionale di imballaggi riconosciuta all’interno della raccolta domestica (la cosiddetta raccolta ‘congiunta’) passa infatti dal 44% dell’ultimo accordo fino al 56% nel 2026, per arrivare al 60% nel 2029. Un incremento che riflette il peso crescente del packaging cellulosico nelle raccolte domestiche, trainato soprattutto dall’e-commerce, dal delivery e dalla sostituzione della plastica con materiali cartacei.

È però soprattutto sul fronte della qualità che emergono le evoluzioni più significative. Il nuovo allegato tecnico carta introduce infatti una inedita fascia ‘premium‘ per le raccolte con impurità inferiori al 2%, che ricevono una maggiorazione del corrispettivo. Parallelamente, cambia anche l’equilibrio delle fasce qualitative intermedie: nel precedente sistema il 50% del corrispettivo veniva riconosciuto già alla fascia con frazioni estranee comprese tra il 6% e il 10%, mentre nel nuovo allegato la stessa riduzione viene spostata alla fascia 10%-15%. Una scelta che sembra riflettere la volontà di incentivare la qualità della raccolta più con elementi premiali che con penalizzazioni economiche. La stessa logica sembra emergere dalle nuove fasce di qualità per la raccolta dell’acciaio. Rispetto al precedente accordo viene infatti lievemente ampliata la tolleranza dell’ultima fascia qualitativa, con il limite massimo di frazioni estranee che passa dal 22% al 24%.

Sul fronte della carta la nuova disciplina tecnica punta anche a diventare un volano per allineare il sistema nazionale alle sfide del regolamento europeo sugli imballaggi, soprattutto rispetto ai cosiddetti imballaggi compositi, come i cartoni per liquidi alimentari. Stando al regolamento, infatti, a partire dal 2030 solo gli imballaggi riciclabili potranno essere immessi sul mercato europeo e, a partire dal 2035, solo se riciclati su scala industriale per almeno il 55% della loro composizione. Per questo l’allegato tecnico punterà a spingere raccolta e selezione dei cartoni compositi con incrementi del 10% del corrispettivo per i flussi separati in impianto e maggiorazioni del 25% sulla quota nei casi in cui i Comuni promuovano campagne informative dedicate e raggiungano specifici livelli di intercettazione. I prossimi allegati tecnici, a partire da quelli su plastica e vetro, daranno maggiori elementi per comprendere la portata dell’evoluzione della raccolta differenziata verso un modello sempre più industriale, orientato alla qualità dei materiali e alla misurazione dell’efficienza del servizio.

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