Veicoli a fine vita, ok delle commissioni ENVI e IMCO al nuovo regolamento Ue

di Redazione Ricicla.tv 25/02/2026

Le commissioni ENVI e IMCO del Parlamento europeo hanno approvato il testo concordato con il Consiglio sul regolamento Ue per la progettazione e gestione circolare dei veicoli. Il provvedimento introduce stop all’export di veicoli non idonei dal 2031, quote obbligatorie di plastica riciclata e un EPR rafforzato per le case auto. Ora il testo è a un passo dalla ratifica finale e dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’Ue


Stop all’export di veicoli usati non idonei alla circolazione dal 2031, quote obbligatorie di plastica riciclata nei nuovi modelli e responsabilità estesa del produttore pienamente operativa entro la fine del 2029. Il nuovo regolamento europeo sulla progettazione e gestione circolare dei veicoli compie un passo decisivo: il testo concordato in trilogo tra Consiglio e Parlamento è stato votato e approvato dalle commissioni riunite ENVI (Ambiente) e IMCO (Mercato interno) del Parlamento europeo, avvicinando in modo sostanziale l’adozione definitiva. Dopo questo passaggio parlamentare, l’atto è ora a un passo dalla ratifica formale in plenaria ad aprile e poi in Consiglio, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e della conseguente entrata in vigore.

La proposta, presentata nel luglio 2023 dalla Commissione europea per aggiornare e sostituire l’attuale direttiva sui veicoli fuori uso, consolida un cambio di paradigma: dalla gestione del fine vita a un’impostazione pienamente orientata al design circolare. Il perimetro della disciplina viene esteso oltre le autovetture, includendo camion, motocicli, ciclomotori e quad, con l’obiettivo di uniformare gli obblighi lungo l’intera filiera e su un bacino più ampio di veicoli immessi sul mercato unico.

Per essere omologati, i veicoli dovranno essere progettati per agevolare lo smantellamento e la riparazione, e i costruttori dovranno comunicare le proprie scelte in maniera chiara e trasparente. Ogni mezzo immesso sul mercato dell’Ue decorsi 72 mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento dovrà essere riciclabile o riutilizzabile per l’85%, recuperabile complessivamente per il 95% e accompagnato da un passaporto digitale di circolarità per migliorare la comunicazione delle informazioni in merito alla rimozione e alla sostituzione sicura di parti e componenti del veicolo.

Uno dei capitoli più rilevanti riguarda il contenuto minimo obbligatorio di plastica riciclata nei nuovi veicoli. Rispetto alla proposta originaria della Commissione, che fissava al 25% la quota entro 72 mesi dall’entrata in vigore, l’accordo politico – ora avallato dalle commissioni parlamentari competenti – introduce una traiettoria più graduale: 15% entro sei anni e 25% entro dieci anni, con una quota minima del 20% proveniente da riciclo ‘closed loop’, ossia da veicoli a fine vita.

La modulazione dei target riflette anche le preoccupazioni espresse dall’industria automobilistica sulla disponibilità di plastiche riciclate idonee agli standard tecnici e di sicurezza richiesti dal settore. Entro due anni dall’entrata in vigore, l’esecutivo europeo sarà inoltre chiamato a valutare l’introduzione di ulteriori obiettivi di contenuto riciclato per acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche, con possibili ricadute sulle catene di approvvigionamento strategiche.

Sul fronte della responsabilità estesa del produttore, il regolamento rafforza in modo significativo il ruolo delle case automobilistiche nella gestione del fine vita. Entro 36 mesi dall’entrata in vigore, quindi prevedibilmente entro la fine del 2029, i produttori dovranno istituire sistemi EPR individuali o collettivi in grado di garantire che gli impianti autorizzati di trattamento raggiungano gli obiettivi dell’85% di riuso e riciclo e del 95% di recupero complessivo dei veicoli immessi sul mercato. I sistemi dovranno supportare la corretta gestione dei veicoli con contributi economici versati per ogni mezzo venduto, modulati anche in funzione della sua progettazione, premiando soluzioni che facilitino smontaggio, riutilizzo e riciclabilità. Di fatto una leva per l’ecodesign.

Il contributo dei sistemi di responsabilità estesa dovrà tenere conto dei ricavi generati dalla vendita di materiali riciclabili e pezzi di ricambio dei veicoli a fine vita da parte degli operatori della rottamazione e frantumazione. È previsto inoltre un meccanismo EPR transfrontaliero, pensato per assicurare che i produttori restino finanziariamente responsabili del trattamento dei propri veicoli indipendentemente dallo Stato membro in cui questi giungono a fine vita.

Un capitolo centrale riguarda il contrasto alla gestione illegale e ai flussi opachi di veicoli fuori uso. Ogni anno, secondo le stime, circa 3,5 milioni di veicoli scompaiono dalle strade dell’Unione senza transitare nei circuiti ufficiali di trattamento. Il nuovo regolamento introduce criteri vincolanti per distinguere tra veicolo usato e veicolo divenuto rifiuto e stabilisce che, a partire dal quinto anno dopo l’entrata in vigore, quindi dal 2031, sarà vietata l’esportazione di veicoli usati non idonei alla circolazione. Vengono inoltre rafforzate le regole sui passaggi di proprietà tra operatori economici e tra privati, con un approccio basato sul rischio che prevede obblighi documentali più stringenti nei casi maggiormente esposti a irregolarità, come le vendite online.

Con il voto delle commissioni ENVI e IMCO, il regolamento entra dunque nella fase conclusiva dell’iter legislativo. Una volta completata la ratifica formale e pubblicato in Gazzetta ufficiale, si aprirà la fase di attuazione, con un calendario pluriennale che inciderà in modo strutturale su progettazione, approvvigionamento di materie seconde, organizzazione dei sistemi EPR e gestione dei flussi transfrontalieri. In un contesto già segnato dalla transizione elettrica e dal confronto competitivo globale, la nuova disciplina sui veicoli fuori uso si configura come uno degli snodi regolatori più rilevanti per la trasformazione industriale e circolare dell’automotive europeo nel prossimo decennio.

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