Tra i temi affrontati dalla presidente della Commissione Ue all’Eurocamera anche la competitività e la circolarità: “L’Europa deve proteggere le sue industrie. Stanno facendo la cosa giusta per decarbonizzare”
“L’indipendenza dell’Europa dipenderà dalla sua capacità di competere in questi tempi turbolenti. Abbiamo tutto ciò che serve per prosperare qui in Europa, dal nostro mercato unico alla nostra economia sociale di mercato”, a dirlo è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Parlamento Ue sullo Stato dell’Unione.
L’intervento, che traccia le priorità dell’Ue con un focus sulle sfide dei nostri tempi, si è concentrato, nella parte centrale, sulla competitività e sull’indipendenza strategica del Vecchio Continente.
Parlando di transizione energetica e circolare, von der Leyen ha sottolineato che “il settore europeo del tecnologie pulite deve restare in Europa. Dobbiamo agire con urgenza”.
“Con il Clean Industrial Deal – prosegue von der Leyen – abbiamo individuato i principali ostacoli che rallentano questi settori. Ora dobbiamo accelerare l’attuazione. Perché gli investitori vogliono sapere che, se investono, ci sarà domanda di prodotti europei puliti. Ecco perché i mercati pilota devono essere al centro della nostra azione. Per innescare un circolo virtuoso in cui sia l’offerta che la domanda aumentano e i prezzi diminuiscono”.
Tra le proposte di von der Leyen per accelerare sull’indipendenza dell’Ue anche un piano di interventi che riguarderà il settore strategico degli accumulatori e quello della mobilità elettrica: “Dobbiamo stimolare con urgenza la domanda di leadership industriale europea nelle tecnologie pulite. Introdurremo quindi negli appalti pubblici un criterio relativo al made in Europe”.
“Dal lato dell’offerta – ha poi continuato la presidente – lanceremo un pacchetto Battery Booster. Questo metterà a disposizione 1,8 miliardi di euro di capitale per incrementare la produzione di batterie in Europa che sono un fattore chiave per altre tecnologie pulite, in particolare i veicoli elettrici. Quindi, è il cuore della nostra indipendenza”. E proprio guardando alla mobilità sostenibile von der Leyen ha annunciato la volontà di favorire la nascita di una e-car europea: “Credo che l’Europa debba avere la sua auto elettrica” ha annunciato la presidente dell’esecutivo europeo al Parlamento in plenaria: “Per questo proporremo di collaborare con l’industria a una nuova iniziativa per le auto piccole e accessibili”, poichè “non possiamo permettere alla Cina e ad altri di conquistare questo mercato”, per poi concludere che “qualunque cosa accada, il futuro è elettrico. E l’Europa ne farà parte”.
Per garantire, però, una leadership tecnologica in Europa è necessario avere materie prime. Per questo ha aggiunto von der Leyen “l’unica risposta è creare un’economia veramente circolare. Quindi dobbiamo procedere più rapidamente con il Circular Economy Act. E procedere nei settori che sono pronti”, per questo verrà proposta un “Industrial Accelerator Act” per i settori e le tecnologie strategiche chiave.
Il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione europea è chiaro, quando si tratta di tecnologie digitali e pulite bisogna essere: “più veloci, più smart e più europei”.
“Dobbiamo mantenere la rotta sui nostri obiettivi climatici e ambientali”, ha sottolineato von der Leyen, “Già oggi, le fonti a basse emissioni di carbonio rappresentano oltre il 70% della nostra elettricità. Siamo leader mondiali nei brevetti sulle tecnologie pulite, migliori degli Stati Uniti e in competizione con la Cina”, inoltre, ha chiarito che “stiamo recuperando terreno rispetto al capitale di rischio statunitense per le tecnologie pulite, e siamo molto più avanti della Cina”, proprio per questo l’Europa è “saldamente sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del 2030 di ridurre le emissioni di almeno il 55%”, ed è con questi dati che per la presidente della Commissione europea si può leggere la “forza del Green Deal europeo”. Su questo, aggiunge che “La scienza è chiarissima. E le argomentazioni economiche e di sicurezza sono altrettanto convincenti. In effetti, questa trasformazione è fondamentale per la nostra spinta verso l’indipendenza e perché riduce la nostra dipendenza energetica”. Inoltre “la produzione circolare limita le nostre dipendenze strategiche e crea settori all’avanguardia che possono esportare le soluzioni ad altri”.
Portare avanti gli obiettivi di decarbonizzazione potrebbe significare, però, esporre le industrie a una maggiore vulnerabilità in termini di costi e per questo von der Leyen ha annunciato che “L‘Europa deve proteggere le sue industrie. Stanno facendo la cosa giusta per decarbonizzare. E dovrebbero essere premiate e incentivate”.
La leader Ue è poi passata a esempi concreti: “Prendiamo l’acciaio e altri metalli. La sovraccapacità globale sta riducendo i margini e lasciando pochi incentivi a pagare un premio pulito. Questo rende più difficile per l’industria siderurgica europea investire nella decarbonizzazione. Per questo motivo la Commissione proporrà un nuovo strumento commerciale a lungo termine per sostituire le garanzie sull’acciaio in scadenza”. “L’Europa rimarrà sempre aperta. Ci piace la concorrenza – sottolinea von der Leyen – Ma proteggeremo sempre la nostra industria dalla concorrenza sleale”.
Per rendere competitiva l’Unione, però, bisogna rafforzare quello che la presidente della Commissione Ue descrive come “la nostra risorsa più grande” e cioè “il Mercato Unico, ancora incompiuto”.
Nel suo intervento von der Leyen ha sottlineato che “Il Fondo Monetario Internazionale stima che le barriere interne al Mercato Unico equivalgano a una tariffa del 45% sulle merci e a una tariffa del 110% sui servizi”. Servono quindi “scadenze politiche chiare”.
Per questo motivo la Commissione presenterà una tabella di marcia per il Mercato Unico fino al 2028.
“Solo ciò che viene misurato, viene fatto”, ha concluso Ursula von der Leyen.


