Lo studio realizzato dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori e Ipsos è stato presentato a Rimini. “Il 77% dei cittadini conferisce le batterie portatili in un punto dedicato, ma il 14% le conserva in casa”
All’Italia manca ancora molta strada per raggiungere i target europei di raccolta delle batterie, il 63% entro il 2027 e il 73% entro il 2030, ma i cittadini sembrano già avere la giusta consapevolezza ambientale sull’importanza di una corretta gestione del fine vita di questi prodotti. È quanto emerge dall’indagine “Portare le pile a destinazione” realizzata da Ipsos Doxa Italia per il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) e presentata a Rimini in occasione del convegno “La raccolta delle batterie tra nuove strategie e scenari europei” promosso dal CDCNPA a Ecomondo. La fotografia scattata dalla ricerca racconta di un Paese predisposto a comportamenti virtuosi: otto italiani su dieci dichiarano che rimuovere le batterie a fine vita è ormai un’abitudine ben consolidata, mentre il 77% afferma di conferirle correttamente in un punto di raccolta. Restano però due punti critici: il 14% degli intervistati dichiara di accumularle in casa “in attesa di disfarsene”, trasformando cassetti e scatole in depositi temporanei, e il 9% le smaltisce ancora in modo scorretto insieme ad altri rifiuti.
Gli ostacoli più frequenti denunciati dai cittadini intercettati per lo studio riguardano la distanza percepita, la scarsa visibilità dei contenitori e la difficoltà nel sapere dove si trovano i punti di ritiro. Non a caso, il 44% dichiara di aver imparato le regole del corretto conferimento semplicemente “vedendo i contenitori”: segno che la rete di raccolta, se ben distribuita e riconoscibile, diventa anche uno strumento di comunicazione.
La frequenza dei conferimenti conferma quanto la raccolta debba integrarsi nella routine quotidiana dei cittadini: il 37% degli italiani si disfa delle proprie pile esauste ogni quattro-sei mesi, in un ciclo “plurimensile”. Dalla ricerca, quindi, la prossimità emerge come la chiave di volta. Gli intervistati chiedono luoghi di raccolta “sotto casa”, o perlomeno all’interno dei propri spostamenti abituali. Le preferenze parlano chiaro: il 63% degli intervistati vorrebbe trovare contenitori appositi nella grande distribuzione, il 52% preferirebbe conferire le batterie in negozi di vicinato e servizi quotidiani, il 29% in uffici e servizi pubblici, con le Poste indicate dal 69% come luogo ideale, e il 20% suggerisce luoghi di transito, in particolare stazioni di bus e treni. Nelle grandi città, circa sei persone su dieci vorrebbero un punto di raccolta entro 800 metri, mentre nei centri più piccoli si accetta una distanza maggiore (oltre 1,5 km), purché si tratti di luoghi abituali come supermercati, scuole o uffici.
Come sottolinea affermato da Alberta Della Bella, senior resarcher Ipsos Doxa Ital, gli italiani “hanno la consapevolezza e vogliono fare la cosa giusta”. Ciò che serve è rendere il conferimento più immediato. La distanza si traduce rapidamente in rinvio, e il rinvio in accumulo domestico, con cassetti strabordanti e che magari verranno svuotati anche scorrettamente.
La ricerca suggerisce infine un altro punto cruciale: la rete di raccolta non deve solo esistere, ma anche parlare da sola, attraverso contenitori visibili, riconoscibili e uniformi. È proprio in questa direzione che il CDCNPA sta orientando le nuove iniziative—dalla sperimentazione nelle scuole ai progetti pilota per aumentare la riconoscibilità dei punti di raccolta negli esercizi commerciali—consapevole che per trasformare le batterie esauste in una risorsa servono infrastrutture diffuse, immediate e integrate con la vita quotidiana.
“Il Regolamento europeo sulle batterie rappresenta una svolta per l’intero comparto: definisce obiettivi ambiziosi non solo di raccolta, ma anche di riciclo, tracciabilità e contenuto di materiale riciclato. La sfida della raccolta delle batterie portatili non è solo tecnica, ma culturale” ha dichiarato Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori.


