Riciclo degli imballaggi, il nuovo accordo rafforza i corrispettivi ma la sfida resta industriale

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Elvira Iadanza e Luigi Palumbo
01/06/2026

Il nuovo accordo di comparto rafforza il sostegno economico alla raccolta differenziata degli imballaggi, adeguando i corrispettivi al principio europeo della copertura dell’80% dei costi efficienti. Al centro anche la qualità dei materiali raccolti, con nuovi meccanismi premiali per le filiere. Per Comuni e consorzi, però, la vera sfida resta lo sviluppo di una politica industriale capace di valorizzare le materie prime seconde e sostenere il mercato del riciclo


Corrispettivi più elevati, sostegno ai costi della raccolta differenziata, incentivi alla qualità dei materiali conferiti e un nuovo equilibrio tra consorzi, enti locali e gestori del servizio. Con l’entrata in vigore dell’accordo di programma quadro, dal 1 maggio 2026 sta prendendo forma la nuova architettura del sistema nazionale di gestione dei rifiuti di imballaggio. Ma per gli operatori della filiera il rafforzamento delle coperture economiche rappresenta soltanto una parte della sfida: per consolidare i risultati raggiunti dal riciclo italiano, è emerso in occasione del Green Med Expo & Symposium di Napoli, servirà soprattutto una politica industriale capace di valorizzare la materia prima seconda in un contesto sempre più segnato dalla volatilità dei mercati e dalle tensioni sulle catene di approvvigionamento.

Il quadro che emerge dal nuovo accordo è quello di un sistema che, pur in continuità con il recente passato, entra in una nuova fase sia sotto il profilo economico che operativo. “Le novità riguardano in primo luogo la composizione dell’accordo – ha spiegato il presidente di Conai Ignazio Capuano in occasione del Green Med Expo & Symposium di Napoli – oltre ad Anci e Conai si sono aggiunti i consorzi autonomi e l’Unione delle province italiane. Ma la vera novità è il superamento del riferimento ai ‘maggiori oneri’ della raccolta in favore di un sistema che garantisca la copertura almeno dell’80% dei costi efficaci ed efficienti della raccolta. Una novità che ha richiesto un adeguamento importante dei corrispettivi riconosciuti ai Comuni”.

La nuova intesa è stata siglata al termine di una lunga fase di negoziazione tra sistemi di responsabilità estesa, gestori del servizio pubblico e Comuni. “Più di 130 incontri, con oltre 200 ore di registrazione dei verbali poi messi a disposizione del Ministero dell’Ambiente – ha raccontato il vice direttore generale di Conai Fabio Costarella, chiarendo che – nel solo comparto plastica erano coinvolti più di 50 delegati”.

Numeri che restituiscono la complessità di una trattativa incentrata soprattutto sull’adeguamento dei corrispettivi al nuovo principio europeo della copertura dell’80% dei costi efficienti della raccolta. Un adeguamento non più rinviabile, hanno sottolineato i Comuni, visto il contesto caratterizzato da costi di gestione in crescita costante, mercati delle materie prime seconde sempre più volatili e crescenti esigenze di sostenibilità economica del servizio. “Oggi raccogliere i rifiuti costa. La crisi energetica pesa in maniera significativa, il costo del personale cresce e ogni realtà ha le proprie complessità”, ha detto il sindaco di Napoli e presidente di Anci Gaetano Manfredi.

In questo scenario, l’incremento dei corrispettivi riconosciuti a Comuni e gestori rappresenta un prezioso elemento di garanzia, ma da solo non basterà, concordano i sottoscrittori della nuova intesa, secondo cui il vero nodo resta la capacità di valorizzare industrialmente le materie recuperate. “Per poter rendere sostenibile il sistema dobbiamo avere una redditività industriale della materia seconda, più impianti e meno trasporti”, ha chiarito Manfredi, sottolineando la necessità di un intervento del governo per mettere in sicurezza le filiere del riciclo e garantirne lo sviluppo industriale. “Le crisi geopolitiche ci stanno dicendo che le catene di fornitura sono soggette a grandi shock. Noi abbiamo una ricchezza che sono i rifiuti e dobbiamo valorizzarla. Serve un vero piano nazionale di valorizzazione dei materiali recuperati”, ha aggiunto il presidente di Conai Ignazio Capuano.

Tra gli accordi tecnici di comparto, il primo a essere stato adeguato al nuovo accordo è stato quello della carta e del cartone, operativo già dal 1 maggio 2026 con diverse novità e un obiettivo su tutti: spingere la qualità della raccolta più con elementi premiali che con penalizzazioni economiche. Anche per questo, oltre a incrementare i corrispettivi ai Comuni e ai soggetti convenzionati per ogni tonnellata raccolta, il nuovo allegato tecnico introduce una inedita fascia ‘premium’ per le raccolte con impurità inferiori al 2%, che ricevono una ulteriore maggiorazione del corrispettivo.

“Un’attenzione particolare è stata poi riservata ai flussi di raccolta che non risultano particolarmente sviluppati, a partire dai cartoni per bevande – ha spiegato a Napoli il direttore generale di Comieco Roberto Di Molfetta – una delle nuove sfide che abbiamo davanti, alla luce del regolamento europeo sugli imballaggi che prevede un obiettivo specifico di riciclo del 55% al 2035″.

Stando all’ultimo aggiornamento della banca dati Anci-Conai presentato nel corso del Green Med Expo & Symposium, nel 2024 sono poco più di 5,7 milioni di tonnellate i rifiuti da imballaggio conferiti dai comuni convenzionati al sistema nazionale di raccolta e riciclo, dietro il riconoscimento di 795 milioni di euro di corrispettivi. Complessivamente, nello stesso anno i rifiuti da imballaggio raccolti e avviati a recupero hanno toccato quota 8,3 milioni di tonnellate, con una percentuale di riciclo del 76,4%, superiore all’obiettivo europeo del 70% al 2030. Raggiunti e superati anche i singoli obiettivi per i vari materiali, inclusa la plastica, che nel 2024 ha fatto segnare un 51,4% di riciclo, al di sopra dell’obiettivo del 50% al 2025. “Questi risultati sono possibili perché esiste un sistema fatto di Comuni, imprese, cittadini e filiera del riciclo che lavora insieme”, ha commentato il presidente di Conai Ignazio Capuano.

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