La nota del Ministero dell’Ambiente sulla responsabilità estesa del produttore per il settore del tessile: “E’ essenziale procedere con rapidità: una celere definizione del testo è fondamentale anche per sostenere l’export e rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy”
“Vogliamo trasmettere alla Commissione europea, nel più breve tempo possibile, lo schema nazionale di Epr per il settore tessile” – così in una nota il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin sulla proposta italiana di regolamento per la responsabilità estesa del produttore. “Si tratta di un passaggio fondamentale – continua il testo diramato dal Mase – per consolidare e rendere più competitivo un comparto strategico della nostra industria nazionale”.
Parole che confermano la volontà dell‘Italia di giocare d’anticipo rispetto al resto dell’Unione europea, e che rispondono all’appello lanciato nelle scorse settimane dalla Commissaria Ue all’economia circolare Jessika Roswall a non attendere i tempi della revisione della direttiva quadro rifiuti, che obbligherà tutti gli Stati membri ad attivare regimi Epr armonizzati per il tessile. Il voto finale dell’europarlamento è previsto per settembre, poi la nuova direttiva andrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Ue e da lì scatteranno 30 mesi per attivare i sistemi di EPR. Tempi che l’Italia vuole tagliare, arrivando alla pubblicazione del regolamento nazionale entro la fine di quest’anno. Lo schema, sottolinea il Ministero dell’Ambiente, è attualmente in attesa delle osservazioni tecniche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è il risultato di un intenso e complesso lavoro di confronto e bilanciamento tra le posizioni delle numerose parti pubbliche e private interessate.
“Abbiamo lavorato con metodo, tenendo insieme esigenze ambientali, economiche e industriali – ha spiegato Pichetto –. Confindustria nazionale ha espresso una valutazione complessivamente positiva dello schema e ha già trasmesso alcune osservazioni aggiuntive che confermano l’impianto generale e saranno considerate nella versione definitiva”. Ora bisogna premere l’acceleratore “in questa fase – ha concluso il Ministro – è essenziale procedere con rapidità: una celere definizione del testo è fondamentale anche per sostenere l’export e rafforzare la competitività internazionale del Made in Italy tessile.”


