L’Abbate (M5S) e De Cristofaro (Avs) hanno presentato quesiti in merito alle difficoltà del comparto e della possibile interruzione della raccolta differenziata ai ministri dell’Ambiente e delle Imprese. Intanto a Montecitorio si va verso l’eliminazione della plastica
La crisi del riciclo della plastica arriva in Parlamento. L’opposizione, infatti, ha presentato due interrogazioni, una alla Camera e una al Senato, per chiedere al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e a quello delle Imprese e del Made in Italy quali siano le iniziative in programma per evitare il blocco dell’intera filiera della gestione circolare dei rifiuti. A chiedere delucidazioni, su quanto sta avvenendo ormai da tempo, sono la deputata del Movimento 5 Stelle, Patty L’Abbate e il senatore di Avs Peppe De Cristofaro.
L’obiettivo delle interrogazioni è quello di capire dai ministeri quali siano le strategie da mettere in campo per evitare lo stop della raccolta differenziata e dei conferimenti negli impianti di selezione, ormai in molti casi al collasso.
Da mesi, infatti, il materiale raccolto non trova sbocchi sul mercato, le aste di Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, vanno deserte, come denunciano gli operatori del settore, saturando gli impianti che non riescono ad accogliere ulteriore materiale. Proprio per questo, in alcuni Comuni della Penisola, la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica si è fermata. “In Puglia molti Comuni hanno emanato già ordinanze con la sospensione della raccolta degli imballaggi in plastica a seguito della comunicazione dell’impianto di destinazione di aver raggiunto il limite massimo autorizzato di stoccaggio”, scrive Patty L’Abbate nella sua interrogazione aggiungendo anche che proprio in Puglia nel 2025 sono state raccolte “102.038 tonnellate di imballaggi in plastica, con un incremento del 9 per cento rispetto all’anno precedente”, aumenti evidenti nella raccolta, che però devono essere accompagnati “da un analogo sviluppo della domanda di materie prime seconde con strumenti di politica industriale destinati al comparto”, per questo, quindi, la deputata chiede al Ministro dell’Ambiente quali iniziative “intenda assumere per evitare ulteriori sospensioni della raccolta differenziata conseguenti alla saturazione degli impianti” e anche come sostenere il comparto e la sua competitività, adottando ad esempio “una Strategia nazionale per il mercato delle materie prime seconde, coinvolgendo le regioni e le rappresentanze della filiera industriale, finalizzata a rafforzare la competitività del riciclo rispetto alle materie prime vergini e al materiale riciclato proveniente da Paesi esteri”.
Il senatore di Avs, Peppe De Cristofaro, invece, si rivolge oltre che al Ministro dell’Ambiente anche a quello delle Imprese e del Made in Italy. Secondo De Cristofaro “la saturazione degli impianti rappresenta una criticità tecnica e industriale, ma non può tradursi nell’interruzione di un servizio pubblico né nell’alterazione unilaterale degli equilibri economici su cui gli enti locali hanno costruito la gestione della raccolta differenziata”, infatti, continua il senatore “l’economia circolare non può dipendere esclusivamente dall’andamento del mercato delle materie prime seconde o dalla convenienza economica del materiale vergine, né eventuali crisi di mercato possono giustificare il venir meno degli obblighi posti a carico dei soggetti responsabili della gestione degli imballaggi”, per questo De Cristofaro chiede ai ministri interrogati “se non ritengano opportuno adottare provvedimenti d’urgenza volti a garantire la continuità del servizio anche nelle fasi di crisi del mercato del riciclo, prevedendo specifici obblighi a carico dei consorzi del sistema Epr” e “se non ritengano necessario valutare l’istituzione di strumenti permanenti di garanzia” come ad esempio l’istituzione di un fondo dedicato “finanziato mediante il contributo ambientale CONAI, adeguate capacità di stoccaggio strategico nazionale e meccanismi automatici di compensazione economica in favore dei Comuni, al fine di assicurare la continuità del servizio pubblico e il raggiungimento degli obiettivi nazionali di riciclo”.
Mentre, quindi, la plastica resta accantonata negli impianti di selezione e il dibattito pubblico inizia ad accorgersi del problema, anche il Palazzo sceglie di ridurre la produzione di rifiuti di plastica. Nell’ambito della discussione del Bilancio della Camera, è stato approvato l’ordine del giorno proposto dai deputati di Fratelli d’Italia, Urzì e Mollicone, sull’eliminazione della plastica da Montecitorio, un’iniziativa da completare entro questa legislatura per sostituire completamente i prodotti monouso con alternative compostabili o riutilizzabili. Insomma, dopo il taglio dei parlamentari, arriva anche quello del Pet e degli altri polimeri.





