Unirima

Recovery Plan, i riciclatori: «Mancano fondi e idee»

«Servono subito 2,625 mld alle imprese per puntare davvero sulla green economy», questo l’appello lanciato dalle tre associazioni di categoria, Unirima, Assorimap e Assofermet. La transizione verde, da mesi invocata, sembra ancora molto lontana. Nelle ultime versioni del Recovery Plan circolate fino ad oggi, si registra ancora assenza di risorse da destinare alle imprese del riciclo di carta, plastica e metalli. Un’occasione da non sprecare, questo il messaggio emerso durante un confronto tra le principali realtà di settore.

«Circolarità significa anche mettersi insieme e quindi, il fatto che tre grandi filiere come quelle di carta e cartone, plastica e metallo inizino a dialogare, dimostra che si è capito il senso della vera circolarità» le parole dell’On. Patty L’Abbate, Commissione Ambiente Senato.

«Riteniamo sia fondamentale in questa fase cogliere quest’occasione per fare un salto in avanti. Con il manifesto congiunto che abbiamo fatto con Assorimap e Assofermet ci siamo uniti in una visione comune. Le imprese hanno bisogno di un sostegno economico», spiega Francesco Sicilia, Dg Unirima.

«Il nostro Paese si caratterizza per tempi troppo lunghi in ogni aspetto, a partire dalla realizzazione degli impianti. In media – aggiunge Walter Regis, Presidente Assorimap – da noi ci vogliono due anni, all’estero sei mesi. Si tratta di una differenza che produce un gap competitivo strutturale che incide pesantemente. Il livello degli investimenti stanziati nel PNNR deve lievitare anche e soprattutto in questo senso».

Un momento di dialogo con deputati e senatori. «Il testo verrà fortemente migliorato in Parlamento», assicurano alle imprese. Impegno finanziario e rafforzata centralità è la risposta agli appelli mossi dalle aziende.

«Il  piano nazionale di ripresa e resilienza che dedica alla componente agricoltura sostenibile ed economia circolare 7 miliardi, di cui 4,5 miliardi tra adeguamento degli impianti e ed economia circolare, deve essere sicuramente rafforzato», spiega  l’On. Paolo Arrigoni, Commissione Ambiente Senato.

«Le imprese si stanno auto-organizzando, ma non sono sostenute quanto dovrebbero dallo Stato. Uno Stato che non comprende che sostenendo, potrebbe di fatto guadagnare moltissimo e garantire una vera ripartenza», aggiunge l’On. Maria Alessandra Gallone, Commissione Ambiente Senato.

«Queste filiere come si possono sviluppare? O con gli incentivi o con divieti ed obblighi – spiega l’On. Stefano Vignaroli, Presidente Commissione bicamerale rifiuti – cioè i cosiddetti CAM, obblighi secondo cui negli appalti pubblici io, per esempio, non compro un tavolino per la scuola fatto in materiale vergine, ma con materiale riciclato».

«Insisteremo molto sull’importanza in questo momento del recupero di materia. Sì ad incentivare l’ecodesign in modo tale che io possa avere una facilità nel fine vita di recuperare le varie materie per poter fare riciclo, riutilizzo e riuso. Noi inseriremo l’ecodesign quando lavoreremo al piano nazionale di ripresa e resilienza al Parlamento» chiude l’On. Patty L’Abbate, Commissione Ambiente Senato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *