Redazione Ricicla.tv
18/01/2024

Rifiuti, nel 2022 le esportazioni dall’Ue sono calate del 3%

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2024 alle 11:01

Mentre l’Ue si prepara a varare il nuovo regolamento sulle spedizioni di rifiuti, calano le esportazioni fuori dall’Ue. Secondo Eurostat nel 2022 gli Stati membri hanno spedito fuori dai confini dell’Unione poco più di 32 milioni di tonnellate di scarti, in contrazione del 3%. Principali destinazioni Turchia e India, che hanno importato soprattutto rottami e carta


Mentre l’Ue si prepara a varare il nuovo, e più rigido, regolamento sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, calano le quantità di scarti esportate fuori dai confini dell’Unione. Lo riporta Eurostat, secondo cui nel 2022 i 27 Stati membri hanno spedito verso paesi terzi 32,1 milioni di tonnellate di rifiuti, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Una contrazione che va di pari passo con quella delle importazioni, ridottesi a loro volta del 5% per un totale di 18,7 milioni di tonnellate. Rottami e carta da macero si confermano al tempo stesso sia le frazioni di rifiuto più esportate, con i primi che hanno pesato per più della metà del totale, che quelle più importate.

Nel 2022, riporta Eurostat, l’Ue ha esportato 17,8 milioni di tonnellate di rifiuti di metalli ferrosi (ferro e acciaio), pari al 55% di tutte le esportazioni. La destinazione principale è stata la Turchia, che ha ricevuto 10,7 milioni di tonnellate, quasi due terzi (60%) di tutti i rifiuti metallici ferrosi esportati dall’Ue. Complessivamente la Turchia ha importato 12,4 milioni di tonnellate di materiali, risultando la prima destinazione per i flussi in uscita dall’Ue. Seconda tra le destinazioni degli scarti europei l’India, che nel 2022 ha ricevuto 3,5 milioni di tonnellate, composte per la maggior parte da carta da macero, pari al 30% dei 4,5 milioni di tonnellate complessivamente esportati dall’Ue. Sul fronte dell’import l’Ue ha invece ricevuto 4,2 milioni di tonnellate di metalli ferrosi (il 22%) e 2,4 milioni di tonnellate di carta (il 13%), la maggior parte dei quali in ingresso dal Regno Unito.

Nel frattempo si è quasi concluso l’iter per la formale entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti. Lo scorso novembre Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di riforma avanzata dalla Commissione europea per limitare le spedizioni – comprese quelle illegali – di rifiuti problematici verso paesi terzi e stabilire un quadro armonizzato di regole per i trasferimenti entro i confini dell’Unione. L’accordo provvisorio ha confermato l’impalcatura messa a punto da Bruxelles, con lo stop alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento tra Stati membri e l’obbligo, per chi esporta fuori dall’Ue, di dimostrare tramite audit indipendenti che l’impresa di destinazione sia in grado di trattare i rifiuti in maniera ambientalmente corretta. Ma la vera novità dell’accordo, rispetto alla proposta iniziale di Bruxelles, è la proposta di uno stop definitivo, entro due anni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, all’invio di rifiuti di plastica non pericolosi (B3011) verso paesi non-OCSE. Solo cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, chiarisce l’intesa tra Consiglio e Parlamento, questi potranno presentare richiesta di riprendere le importazioni.

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