Rifiuti edili, nasce “REC” il primo consorzio di filiera

di Redazione Ricicla.tv 07/05/2021

Dai punti vendita di materiali edili agli impianti di riciclo, passando per le imprese di trasporto: ecco come un nuovo consorzio punta a rendere sempre più efficiente e sicura la filiera dei rifiuti da costruzione e demolizione

Pesano per quasi la metà su tutti i rifiuti speciali prodotti in Italia in un anno e con un tasso di recupero superiore all’80% sono oggi tra le frazioni chiave della nostra economia circolare. I rifiuti da costruzione e demolizione, 60 milioni di tonnellate generate nel solo 2018, se correttamente gestiti possono trasformarsi in una montagna di nuovi materiali pronti per essere riutilizzati nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture, riducendo le impattanti estrazioni di materiali vergini dalle cave e tagliando le emissioni del settore delle costruzioni. Nell’attesa dell’annunciato decreto end of waste, che gli operatori auspicano possa dare nuova linfa al settore spingendo su innovazione tecnologica e qualità dei processi di riciclo, nasce il primo consorzio di filiera: si chiamerà “REC – Recupero Edilizia Circolare” e aiuterà i soggetti iscritti a garantire la corretta gestione dei flussi di rifiuti da costruzione e demolizione dalla raccolta al riciclo, fino alla vendita dei materiali recuperati.

Una funzione tanto più importante alla luce delle recenti modifiche al quadro normativo in materia di gestione dei rifiuti introdotte con l’entrata in vigore del decreto legislativo 116 del 2020, che ha recepito le direttive europee contenute nel pacchetto economia circolare e che da settembre 2020, tra le altre cose, ha previsto la possibilità per i centri vendita di materiali edili di diventare punti di raccolta di rifiuti da costruzione e demolizione. Da semplici rivendite, insomma, a snodi fondamentali di una consolidata filiera del riciclo, a patto però di rispettare la complessa normativa di settore. Motivo per cui, osservano i promotori di REC “‘è utile che le imprese che intendono approfittare di questa opportunità, siano certe di operare secondo formule di buona pratica, concordate con le istituzioni di controllo e le associazioni di categoria“.

Ecco perché il consorzio, spiegano, “organizza e predispone per tutti i propri associati un ‘Disciplinare’, che propone regole sicure e condivise per lo svolgimento delle attività” messo a punto da un Comitato Tecnico Scientifico “incaricato di individuare le migliori pratiche per l’economia circolare in edilizia, assistere gli associati e confrontarsi con le Istituzioni”. Le iscrizioni sono aperte a tutti i centri vendita di materiali edili, che una volta consorziati potranno “allestire delle aree dedicate, denominate Centri Preliminari alla Raccolta (CPR), nelle quali raggruppare i rifiuti C&D secondo le semplici procedure del ‘deposito temporaneo’”, operando da quel momento in poi in un contesto “guidato e protetto rispetto ai possibili rischi nella gestione dei rifiuti”.

Ma il progetto REC va oltre la sola gestione dei nuovi centri di raccolta, puntando alla chiusura del cerchio in un’ottica di sostenibilità. Le iscrizioni sono infatti aperte anche ai i trasportatori autorizzati, ai produttori di materiali per l’edilizia e agli impianti di riciclo autorizzati. In questo modo, spiegano i promotori, “le PMI edili conferiscono in modo differenziato i rifiuti C&D presso i CPR, i CPR li avviano agli impianti di recupero e riciclo, i materiali riciclati ottenuti possono essere distribuiti e venduti attraverso la stessa rete dei centri vendita del consorzi”. Il che significa da un lato meno sprechi e meno rischi di abbandono incontrollato degli scarti edili, dall’altro maggiore efficienza nella filiera e soprattutto maggiori garanzie sulla qualità e tracciabilità dei materiali recuperati. Fondamentali, queste ultime, in un settore come quello degli aggregati riciclati, che come spesso accade nel caso di materiali recuperati dai rifiuti ancora oggi sconta la diffidenza dei potenziali utilizzatori.

Lo sa bene Anpar, principale associazione di categoria che raccoglie i produttori industriali di aggregati riciclati, che oltre ad aver partecipato alla nascita del consorzio REC siederà anche nel comitato tecnico. Proprio in collaborazione con Anpar Ricicla.tv ha promosso un ciclo di tre seminari dedicati al mondo degli scarti da costruzione e demolizione. Il prossimo, un focus sulla gestione dei rifiuti nei cantieri edili, è in programma per il 28 maggio.

1 Commento su "Rifiuti edili, nasce “REC” il primo consorzio di filiera"

  1. Mario Di Nunzio ha detto:

    Buongiorno, il “deposito temporaneo” con cui i centri di rivendita dei materiali edili lo devono fare osservando delle norme tecniche.
    Ciò significa andarsi a scontrare con un “AUA” autorizzazione unica ambientale.(leggasi autorizzazione ad emissioni in atmosfera). Pavimento industriale e gestione acque di prima pioggia.
    Ciò che sembra semplice non lo è!!!
    I soliti pastrocchi legislativi.
    Mario Di Nunzio

    L

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