Rifiuti, la nuova Tari sbarca in Campania

Arera ha approvato le predisposizioni tariffarie inviate dall’Ente d’Ambito Napoli 1 per il Comune di Casoria. Ma sui costi di gestione continua a gravare la mancanza di impianti

Sbarca in Campania la prima tariffa d’igiene urbana adottata ai sensi del metodo unico messo a punto dall’autorità di regolazione Arera. Il nuovo corso nel calcolo dei corrispettivi per il servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani partirà da Casoria, in provincia di Napoli, poco meno di 80mila abitanti, dopo il via libera dell’authority alle predisposizioni tariffarie per gli anni 2020 e 2021 presentate, insieme a quelle degli altri comuni dell’ATO, dall’Ente d’Ambito Napoli 1, responsabile della pianificazione della Tari nel capoluogo campano e nell’hinterland Nord della Città Metropolitana. Luce verde per Casoria, per le altre predisposizioni, Comune di Napoli compreso, toccherà aspettare il verdetto di Arera.

“Non potendo nascondere le difficoltà oggettive scaturenti dall’applicazione di un metodo regolatorio di nuovissima introduzione – commenta il direttore generale dell’ATO Napoli 1 Carlo Lupoli – accogliamo con particolare soddisfazione la delibera 478 di Arera che ha approvato la nostra predisposizione delle tariffe per il servizio di gestione dei rifiuti per il Comune di Casoria. Mi corre l’obbligo di precisare che il risultato scaturisce da un grande lavoro di squadra, accompagnato da una profonda e costante sinergia con i Comuni dell’ATO”.

Approvato nel 2019 da Arera (che solo dal 2018 ha esteso le proprie competenze anche al settore rifiuti), Il metodo tariffario unico, indicato anche come MTR, punta a standardizzare a livello nazionale la determinazione delle tariffe comunali sui rifiuti, correlandole ai costi efficienti del servizio indicati nei piani economico finanziari predisposti dai gestori e trasmessi dagli enti territorialialmente competenti. Partita nel 2020, l’applicazione del MTR, già di per sé non semplicissima (le “difficoltà oggettive” alle quali faceva riferimento Il direttore generale dell’ATO Napoli 1) è stata azzoppata dalla pandemia tanto che, stando all’ultima relazione di Arera, a luglio di quest’anno le predisposizioni approvate avevano riguardato appena 84 ambiti tariffari, per circa 6 milioni e mezzo di abitanti, residenti in 175 comuni. Una falsa partenza che non ha impedito ad Arera di aggiornare il MTR in vista del secondo periodo regolatorio, dal 2022 al 2025, confermando l’impianto di base e arricchendolo di strumenti inediti come il nuovo sistema di ‘tariffe al cancello‘ per incentivare la costruzione di impianti di recupero. Tema che, come vedremo tra poco, tocca molto da vicino la Campania e le sue tariffe di gestione dei rifiuti.

Ma quanto costa ai cittadini di Casoria la Tari definita con il nuovo metodo? Un rapido sguardo all’entità del prelievo conferma come, nonostante l’applicazione del MTR, sui costi del servizio continuino a gravare le carenze infrastrutturali del ciclo. Nel 2020, ad esempio, i 18 milioni 500mila euro di prelievo tariffario hanno pesato su ogni cittadino per circa 240 euro, a fronte di un costo medio nazionale pro capite che nel 2019 si aggirava in media intorno ai 175 euro. Non va meglio a livello regionale. Sempre nel 2019 infatti la Campania era risultata la seconda regione con il ciclo rifiuti più costoso dopo il Lazio, con una media di 203 euro per abitante. A rendere più onerosa la gestione è soprattutto l’assenza di una adeguata rete di impianti, a partire da quelli per il recupero della frazione organica, che costringe a fare ricorso alle esportazioni fuori regione facendo lievitare i costi di trattamento. E di conseguenza le tariffe.

“Il metodo tariffario – spiega Lupoli – continua a riservarci aggiornamenti finalizzati alla migliore individuazione del perimetro dei servizi offerti e dei relativi costi all’utenza. Tra questi, dal prossimo anno, la regolazione delle tariffe agli impianti di recupero e smaltimento. A tal proposito vale la pena rammentare i bandi pubblicati dal Ministero della Transizione Ecologica nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con importanti opportunità di finanziamento rivolte agli ATO proprio per l’impiantistica a supporto del ciclo dei rifiuti. Opportunità che non possiamo assolutamente permetterci di perdere. Confido nella stessa collaborazione con le amministrazioni locali – dice -per la ‘maturazione’ della consapevolezza della indispensabilità di dotarci delle infrastrutture necessarie alla chiusura del ciclo integrato dei rifiuti. Solo in questo modo potremo, finalmente, metterci al passo delle altre realtà europee e mettere Arera nelle condizioni di approvare, per il futuro, tariffe molto più contenute per i cittadini”.

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