Italia oltre i target Ue sul riciclo degli imballaggi

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Redazione Ricicla.tv
16/07/2026

Nel 2025 l’Italia ha riciclato il 77,3% degli imballaggi immessi al consumo, superando anche il target europeo complessivo fissato per il 2030. Tutte le filiere hanno già raggiunto gli obiettivi di fine decennio, ad eccezione della plastica, ferma al 50,5%. La sfida ora è consolidare i risultati, rafforzare il mercato delle materie prime seconde e preparare il sistema all’applicazione del PPWR


Nel 2025 il riciclo degli imballaggi in Italia ha già superato non solo il target europeo complessivo previsto per lo stesso anno ma, con il 77,3% di packaging tornato a nuova vita rispetto a quello immesso a consumo, anche quello fissato per il 2030. Il risultato è raggiunto anche in tutte le singole filiere, con una sola eccezione: la plastica, che supera di appena mezzo punto il target 2025 ma rimane 4,5 punti percentuali sotto la soglia del 55% prevista per il 2030. Sono alcuni dei dati principali contenuti nella relazione generale sulla gestione pubblicata dal consorzio nazionale imballaggi CONAI.

Numeri che confermano la solidità del sistema italiano di raccolta, selezione e riciclo dei rifiuti da imballaggio, “un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini”, come ha sottolineato Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente. Nel 2025 il sistema CONAI ha riconosciuto ai Comuni 892 milioni di euro per il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti in modo differenziato e conferiti nell’ambito delle convenzioni. Una collaborazione recentemente rinnovata con la sigla dell’accordo di programma quadro tra Anci e i consorzi per il riciclo degli imballaggi.

Complessivamente, nel 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al
77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate. In crescita anche nel 2025 le quantità di imballaggi riutilizzati, dato non di poco conto per un sistema spesso considerato ‘riciclocentrico’: lo scorso anno, rileva CONAI, quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi sono stati dichiarati riutilizzabili, in aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno e ai crescenti circuiti di riparazione e rigenerazione di pallet e cassette.

Nel confronto con i target europei di riciclo, tutte le filiere risultano avere già raggiunto gli obiettivi specifici al 2030, mentre la plastica con il 50,5% riesce a raggiungere quello al 2025. Puntare al 55% al 2030 non sarà cosa semplice, vista la crisi strutturale che investe il riciclo della plastica in Europa. Un campanello d’allarme anche per le altre filiere. Anche per questo, secondo il presidente di CONAI Ignazio Capuano, i risultati eccellenti ottenuti dal sistema italiano vanno considerati come “una base di partenza, non un punto di arrivo”.

Rispetto al 2024, fa sapere del resto CONAI, gli imballaggi conferiti al sistema sono aumentati non solo, e non tanto, perché è cresciuta la raccolta differenziata, ma “principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde”. Il sistema CONAI è sussidiario al mercato, e quindi cresce molto nelle fasi in cui il mercato del riciclo è meno competitivo. Il fatto che nel confronto con l’anno precedente, il 2025 abbia fatto registrare conferimenti al sistema in significativo aumento sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) che nel Sud (+11,6%) deve invitare a una riflessione più ampia sulla domanda industriale di materia riciclata e sulla competitività delle filiere del recupero di materia.

In un paese manifatturiero ma povero di risorse naturali come l’Italia “investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita”, ha precisato Vannia Gava. Perché il paradigma della circolarità entri strutturalmente nelle strategie degli operatori economici, tuttavia, “l’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio”, ha chiarito Capuano.

All’orizzonte resta la sfida del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, che diventerà applicabile dal prossimo 12 agosto e che inciderà profondamente sulle logiche di produzione, utilizzo e gestione a fine vita degli imballaggi. “Nel nuovo scenario che si sta delineando – ha spiegato Capuano – il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”.

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