Roma, dal governo poteri speciali per accelerare sugli impianti

Il governo conferisce al sindaco di Roma Roberto Gualtieri poteri speciali per accelerare la realizzazione degli impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. A partire dal nuovo termovalorizzatore

La città di Roma avrà un suo piano di gestione dei rifiuti. Ad adottarlo sarà il sindaco Roberto Gualtieri, che nelle vesti di commissario straordinario per il Giubileo del 2025 potrà esercitare le funzioni di pianificazione che la legge attribuisce alle Regioni. E accelerare così l’iter per la costruzione dei nuovi impianti di gestione, a partire dall’annunciato termovalorizzatore da 600mila tonnellate. Il governo scommette sul piano lanciato dall’amministrazione capitolina per mettere la parola fine all’epopea del pattume romano e nel nuovo decreto legge su energia e investimenti, approvato lunedì, conferisce al primo cittadino i poteri speciali tipici di un vero e proprio commissario ai rifiuti. “Il governo mi ha nominato commissario – ha dichiarato oggi Gualtieri – quindi abbiamo il dovere di farci trovare pronti per il Giubileo. Roma – ha detto – deve fare tante cose. Ma deve soprattutto superare una situazione insostenibile, legata all’assenza totale di impianti per la chiusura del ciclo. Che espone la città al rischio costante di emergenze”.

Stando al decreto, il commissario per il Giubileo dovrà predisporre e adottare “il piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale” nel rispetto “degli indirizzi del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti”, ma dovrà anche approvare “i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti, anche pericolosi”, assicurarne la realizzazione e autorizzare le modifiche agli impianti esistenti. Il commissario autorizzerà inoltre le operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti, e per assicurare la continuità delle attività di raccolta e gestione potrà emanare ordinanze, sentita la Regione Lazio, “in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale”.

Poteri che consentiranno all’amministrazione capitolina di imprimere una netta accelerazione ai progetti per i nuovi impianti: i due digestori anaerobici che dovrebbero essere finanziati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma soprattutto il termovalorizzatore annunciato un po’ a sorpresa due settimane fa dal sindaco Gualtieri. Dotandosi di un proprio piano di gestione dei rifiuti, infatti, il Comune di Roma non sarà costretto ad attendere l’aggiornamento del piano regionale attualmente in vigore, che non prevede la realizzazione di impianti di recupero energetico. Il piano regionale, ad ogni modo, andrà aggiornato entro 18 mesi dall’entrata in vigore del Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti, che detterà le linee guida in base alle quali le Regioni dovranno stabilire quali e quanti impianti costruire per massimizzare il riciclo e tagliare lo smaltimento in discarica, Anche facendo ricorso a impianti di recupero energetico. Il Programma dovrà entrare in vigore entro il prossimo 30 giugno. Poi le Regioni, Lazio incluso, avranno un anno e mezzo di tempo per aggiornare i propri piani. Tempi troppo lunghi, incompatibili con l’obiettivo Roma pulita entro il 2025. Per il governo dovrà essere il neo commissario Gualtieri a centrarlo.

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