Veicoli a fine vita, il nuovo regolamento Ue slitta alla prossima legislatura

di Luigi Palumbo 14/02/2024

La commissione ENVI del Parlamento europeo non riuscirà ad adottare una posizione negoziale sulla proposta di regolamento europeo sui veicoli a fine vita prima dello stop ai lavori in vista delle elezioni di giugno


I negoziati sulla proposta di regolamento europeo sui veicoli a fine vita slitteranno alla prossima legislatura. Se il Consiglio ha già avviato i gruppi di lavoro sul testo proposto nella primavera scorsa dalla Commissione, il Parlamento invece, ingolfato dai dossier sul Green Deal, non riuscirà a raggiungere una posizione condivisa entro la fine del mandato. “Siamo terribilmente in ritardo – ha ammesso questa mattina l’eurodeputato Pascal Canfin, presidente della commissione ENVI, che sul testo ha la competenza legislativa – avremmo preferito si lavorasse più spediti, anche per garantire maggiore certezza alle case automobilistiche. Questo non è stato possibile e la cosa mi rincresce”. “Abbiamo ricevuto la bozza della Commissione a fine giugno – ha spiegato il relatore per il Parlamento Ue Jens Giseke – e visto il grande numero di dossier aperti, molti dei quali legati all’attuazione del Green Deal, è stato semplicemente impossibile avviare la discussione anche su questa proposta legislativa. Sono sicuro che dopo le elezioni i lavori riprenderanno in maniera spedita”.

Tutto rinviato a dopo le elezioni di giugno, dunque, anche per consentire al Parlamento di accelerare i lavori sui dossier che sono in fase avanzata. Primo fra tutti quello sul packaging, con i triloghi già avviati e la Commissione che preme perché si trovi un accordo entro il prossimo 5 marzo. Proprio come per il packaging la proposta della Commissione sui veicoli a fine vita punta a sostituire con un regolamento l’attuale direttiva, estendendone lo scopo dalle sole auto a una più ampia gamma di veicoli, dai bus ai motocicli, e intervenendo (anche in questo caso come per gli imballaggi) non solo sul fine vita ma anche a monte della filiera dell’automotive, per aumentarne il tasso di circolarità. “Vogliamo introdurre regole specifiche per migliorare il design dei veicoli, soprattutto in chiave di riciclabilità, e aumentare l’impiego di materiali riciclati, soprattutto per le plastiche – ha spiegato Mattia Pellegrini, head of unit della direzione generale ambiente della Commissione Ue – i nuovi veicoli dovranno contenere almeno il 25% di plastiche riciclate, una quota che per il 25% dovrà provenire proprio dal riciclo dei veicoli a fine vita”. Entro due anni dall’entrata in vigore del regolamento, ha specificato poi Pellegrini, “la Commissione dovrà valutare l’introduzione di nuovi obblighi per acciaio, alluminio e materie prime critiche“:

Ma la vera novità della proposta di Bruxelles è l’introduzione di regimi di responsabilità estesa del produttore vincolanti, “per assicurare che le case automobilistiche paghino per quello che immettono sul mercato“, ha chiarito Pellegrini. L’obiettivo della Commissione è quello di garantire, attraverso ‘fee’ versate per ogni veicolo, l’adeguato finanziamento delle operazioni di demolizione e riciclo, ma il timore degli operatori è che i nuovi regimi finiscano per sostituirsi all’attuale mercato dei pezzi di ricambio e dei materiali riciclati. Trasformando le piccole e medie imprese di demolizione e rottamazione, che oggi finanziano le proprie attività con la rivendita dei materiali, in operatori in ‘conto lavoro’ per le case automobilistiche. Anche per questo nelle scorse settimane le associazioni delle imprese italiane e spagnole dell’autodemolizione, ADA e AEDRA, hanno siglato un memorandum congiunto nel quale chiedono, tra l’altro, “di non riconoscere alcun compenso economico agli Impianti Autorizzati di trattamento (ATF) da parte dei produttori finché i veicoli fuori uso hanno un valore di mercato positivo” sottolineando “la necessità di implementare la collaborazione tra produttori e demolitori per mantenere il valore positivo dei veicoli fuori uso”.

Tra gli obiettivi del nuovo regolamento anche il contrasto alle esportazioni illegali di veicoli. “Ogni anno in Ue scompaiono dai 2 ai 3 milioni di veicoli – ha spiegato Pellegrini – a causa dello scarso coordinamento tra le autorità competenti negli Stati membri e delle carenze sulla tracciabilità”. E visto che molti dei veicoli che sfuggono al sistema legale “sono esportati soprattutto nei paesi in via di sviluppo con la falsa qualifica di veicoli di seconda mano – ha aggiunto – proponiamo lo stop alle esportazioni di ogni veicolo che non abbia superato un test di funzionamento su strada”. “La proposta di regolamento darà un’importante risposta alle sfide ambientali che abbiamo davanti – ha dichiarato l’eurodeputato di S&D Achille Variati – dispiace che questa commissione non sia in grado di adottare la propria posizione entro la fine della legislatura. Siamo certi che il prossimo Parlamento lo tratterà con la massima priorità”.

1 Commento su "Veicoli a fine vita, il nuovo regolamento Ue slitta alla prossima legislatura"

  1. roberto capocasa ha detto:

    Ma quando le auto sono vecchie e obsolete e non si vendono pezzi di ricambio, come si fa a fare un accordo come dice l’Ada e Aedra, di non chiedere nulla ai produttori inoltre noi con la nuova direttiva europea venderemo sempre meno pezzi di ricambio perchè dice: se il valore del danno supera il valore dell’auto demoliranno l’auto d’ufficio, ora come sopravviveremo se non possiamo più vendere pezzi di ricambio

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